Al punto 5 dell’Elenco delle cose da fare in campo digitale: le nuove priorità digitali per il 2013-2014 (si apre in una nuova scheda) linkato nel post di ieri vi era citata la necessità di esecuzione di un “aggiornamento del quadro UE relativo ai diritti d’autore”.
In un panorama, o meglio, mercato ormai mondiale (almeno per quanto riguarda il mondo occidentale) è infatti anacronistico e del tutto controproducente – per la proliferazione di nuove proposte editoriali ed il loro corollario di occupazione – la segmentazione dello stesso all’interno degli ambiti nazionale.
Sono davvero poche le realtà a potersi permettere uffici (o studi) legali tali da garantire a loro la corretta conduzione degli affari nel rispetto delle singole normative nazionali.

Anche Last.FM (si apre in una nuova scheda), pur conosciutissimo ed ormai da anni affermata come realtà musicale del web, crolla sotto questo giogo.
A partire dal prossimo 15 gennaio (si apre in una nuova scheda), infatti, il loro servizio radio – di cui per anni sono stato affezionato utilizzatore e per cui mi ero riproposto quest’anno di diventare membro pagante – verrà dismesso.
Nello specifico:
- Negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania, la radio nel client desktop diventerà una funzione riservata agli abbonati, come negli altri Paesi.
- In Canada, Australia, Nuova Zelanda, Irlanda e Brasile, il nostro servizio non subirà cambiamenti significativi.
- Sfortunatamente, in tutti gli altri Paesi non offriremo più un servizio radio a partire dalla data indicata.
Ricapitolando dei 193 Stati mondiali riconosciuti dall’ONU soltanto OTTO hanno una legislazione tale per cui il modello di business della ‘vendita di contenuti musicali in streaming‘ adottato da Last.FM (ma anche Rdio (si apre in una nuova scheda) e Spotify (si apre in una nuova scheda)ed altri) a questo punto è tale da permettere questo modello di business. O almeno questa è la mia percezione da ignorante di diritto d’autore/musicale e di commercio internazionale, nonché di consumatore finale.
Anche questa è una libertà che oggi mi viene negata, assieme ad altre ben più importanti.
Tra i buoni propositi del 2013 mi piacerebbe quindi che di soluzioni per la cosiddetta Agenda Digitale, ce ne fossero anche a livello politico e non di “tipo economico o morte” (come mi pare sia avvenuto dopo la constatazione (si apre in una nuova scheda) che soldi per finanziarla come ‘pensata’ non c’erano).
E’ ormai passato un anno dalla mia sottoscrizione al servizio di 
