Riassumendo: se non ti commuovi sei un androide, ma nel secondo netto in cui sulla tua faccia traspare qualsiasi cosa viene messa in discussione la tua fedeltà alla patria e la tua capacità di portare a termine operazioni più complesse di un Bancomat. Oppure, al contrario, sei una persona di grande sensibilità, una stimata professionista ma che conserva la sua femminilità, una leader del settore che è prima e soprattutto madre. Verrai quindi immaginata come una che si chiude in bagno a piangere per futili motivi, ogni giorno.
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Quando certe cose succedono in uno scenario non politico, io do la colpa al metodo Oprah Winfrey (da cui il metodo Maria de Filippi, da cui il metodo X Factor, da cui…) e del mito delle emozioni come unico criterio adatto a giudicare la bontà di una prestazione lavorativa. In questa circostanza, invece, vi consiglio di leggere o rileggere quello che scrisse Piroska Nagy, l’economista ungherese che lavorava per il Fondo Monetario Internazionale e aveva avuto una breve relazione con Dominique Strauss-Kahn, allora suo superiore.
Lei la spiegava così:
«I was damned if I did and damned if I didn’t.»
Ero fregata se lo facevo, ero fregata se non lo facevo.
Lettura interessante, grazie ad un retweet di questo.
