La sordità dei segni
13/Jul/2006 – 1:04Mi piace riportarvi questo testo scritto da una mia “allieva” {nella vita una signora sposata, lavoratrice e madre di due figlie} circa le tematiche dell’ interazione tipica tra il mondo della “comunita’ dei sordi” e quella “degli udenti”.
So che il testo puo’ risultare di comprensione non immediata, ma mi piace lasciarlo cosi’ perche’ richiama esplicitamente il modo di pensare e dunque segnare di una persona che nel corso degli anni ha imparato a mediare il mondo del segno “domestico” …. mi verrebbe da dire “tribale”, tipico cioe’ di uno specifico gruppo di appartenenza …. con quello della LIS con un suo formalismo ed una sua grammatica (tutte cose proprie di una Lingua).
Il mondo della sordità dei segni e degli orali, passato e presente continuano a costruire senza fine le storie dei sordi.
I problemi di non avere feedback acustico, non si può comunicare con gli udenti chi li circonda, è complicato perché la facoltà di linguaggio e come ha un arresto bloccato.
La storia del nostro Paese, rispetto all’educazione dei sordi, è caratterizzata, a differenza di quanto è avvenuto in altre nazioni, da una scelta rigidamente oralista che per quasi un secolo, ha bloccato la mente, non è accresciuta ed è stata esagerata.
Tutti gli istituti per i sordi sono stati indifferenti, dagli insegnanti in Italia perché loro parlavano e parlano rapidamente come una virgola storta. Da giovane quando avevo 19 anni frequentavo la scuola superiore per 5 anni ma è stato inutile, non capivo le lezioni dei professori che spiegavano, leggevo e scrivevo soltanto senza la mia interprete, perché non c’era la legge.
Per questo voglio la diffusione che gli udenti imparino la lingua dei segni e la cultura del corso come la Lis (Lingua Italiana dei Sordi).
Il bambino con la vista senza l’udito è sostenuto dalla legge, la situazione scolastica dei sordi italiani e le nuove esperienze in ambito didattico aperte dalla L.104/92 mediante la figura di assistente alla comunicazione e di educatore ha elaborato e formulato dal Comitato nazionale della Lingua dei segni italiani nell’ambito del Progetto “Lingue dei Segni” dell’Unione Europea dei Sordi (Eud).
I segni costituiscono una lingua bellissima e altamente espressiva per il rispetto alla cultura. I sottotitoli letti dai sordi sono più importanti per accrescere l’intelligenza come gli udenti. I sordi e gli udenti non sono semplicemente uguali, ma sono identici.
La lingua dei sordi sono i segni, noi abbiamo diritto di esprimerla quindi niente e nessuno deve obbligarci a non farlo, come la lingua degli udenti è orale, proviamo noi sordi a obbligarli di non parlare. Noi sordi che non sentiamo, siamo obbligati a imparare a parlare così per gli udenti sarà più comodo capirci, ma perché anche gli udenti non possono essere obbligati a segnare così siamo più comodi anche noi a capirli?
Se qualcuno si vergogna del proprio amico o del proprio figlio segnare senza parlare, è una vergogna grossa perché è un’offesa per un muto.
Ho una sorella Nicoletta che si vergogna sempre di me, solo per la mia sordità, da piccola fin’ora. Non dimostra e non mi presenta agli altri come sorella per la grande vergogna, non abbiamo rapporti, con gli udenti invece ha grandi rapporti. Noi abbiamo un legame di sangue, ma a lei non interessa eppure dice che i sordi sono inutili perché gridano come animali. A che serve diventare dottoressa, mia sorella?!
Quando lavoravo, il dirigente Giuseppe della Direzione Sanitaria disse delle cose negative su di me, ero scarsa, non servivo perché non sentivo, che non potevo nemmeno telefonare, ma un mio collega mi difese, disse che non era vero, anzi, anche se non sentivo ero molto capace di lavorare, da fare tutto e tutto, questo dimostra che i sordi non hanno udito ma hanno cervello!
Grazie al corso d’informatica io ho imparato a conoscere comunicazione varie: chat, posta elettronica, è come se fossero un telefono.
Ho avuto la notizia che ci sono in America, non ricordo il paese, tante e complete persone non udenti e le persone udenti che sono poche invece sono residenti proprio in un’unica città, in situazione, allora si sono diffuse i tutti semafori utili e adatti per i sordi e altre tante cose ….
Nella sua semplicita’ e schiettezza ho colto la forza del vero.
E nei due passaggi finali c’e’ da cogliere come l’ uso del personal computer (nelle sue forme moderne di palmari, notebook e comunque di dispositivi connessi ad una rete di comunicazione) stia diventando per molti un vero e proprio mezzo per esprimere se stessi, in forme altrimenti impossibili a verificarsi.
E allora ci tocca e toccherà buttare giu’ le barriere, sia nostre (culturali) che tecnologiche. Andando a colmare il divario digitale (e piu’ che ad un abusato “digital divide” mi viene in mente l’associazione “digital void”), favorendo l’uso del mezzo tecnologico anche all’ utonto spesso bistrattato e dimenticato, spesso e volentieri anche (o sopratutto) dalla comunita’ del software libero (di cui cerco prove di esistenza), troppo spesso chiusa nelle sue nicchie tecnologiche e anglofone e poco aperta.
Recentemente ho scoperto una iniziativa “sociale” del software libero che forse, piu’ di tante altre si avvicina a quello che per me il software (libero, sopratutto) puo’, anzi deve aiutarci a fare …. ma di questo ne parliamo in un prossimo post






3 Responses to “La sordità dei segni”
secondo me l’informatica è uno strumento potente per l’integrazione dei sordi. perchè informatica è anche multimediale e multimediale significa che non importa quale strumento uso, importa che io ABBIA QUALCOSA DA COMUNICARE E LO COMUNICHI SENZA ERRORI E SENZA DIFFICOLTA’.
quindi basta con le guerre di religione e le divisioni tra oralisti e segnanti … tra udenti e non udenti. al centro c’è sempre e solo la persona umana che va protetta INTEGRALMENTE.
dimenticavo … sono sordo profondo!
antonino
By antonino on Jul 13, 2006
A parte i contenuti, mi ha incuriosito parecchio il linguaggio,nella sua diversità risulta pienamente comprensibile, paradossalmente più vicino ad una forma discorsiva che scritta, vivo, schietto, animato, come dici tu è il riflesso di un diverso modo di pensare. Bello
By dapx on Jul 13, 2006
By f.amato on Apr 27, 2008