Fanculo Capodanno

1/Gen/2008 – 10:01

Insomma dopo decenni di fine e inizi in casa con amici decidiamo di dare una svolta. Quest’anno andremo in un ristorante ad assistere al trapasso del 2007 e a salutare l’arrivo del 2008. Un cenone classico di quelli che ho sempre odiato. Ma la moglie si stanca ogni anno a preparare pulire etc etc e quindi l’accontento.
Ristorante in centro a Bari prenotato da un amico di un amico quindi menu’ a sorpresa, conosco bene solo una coppia di amici tra le 40 persone che siamo.
Ovviamente al tavolo sono in una posizione in cui non posso parlare con nessuno tranne che con un perfetto sconosciuto di fronte a me :-)
La serata si prospetta lunga….nessuno con cui non dico fare chiacchiere ma almeno scambiare una parola. Pazienza…mi rifaro’ sul lato mangereccio della cosa. Beh..in cambio dei miei novanta euro a persona, che per me, mia moglie e mia figlia sommano la bellezza di duecentosettanta euro ci hanno servito un pasto da venti euro a voler essere buoni.
La gente al tavolo è abbastanza antipatica nessuno se ne fotte di nessuno e le signore sono interessate solo a sfoggiare il vestito indossato per l’occasione, il cibo è scadente e decongelato, siamo stipati come sardine, il locale è strapieno, ci servono uno spumante da 50 centesimi la bottiglia, il pesce sembra pescato da jacques costeau nel 1960 a bordo della calypso, gli spaghetti all’aragosta sono scotti e l’aragosta si è trasformata in una cicala di mare, il riso ai gamberetti da di pollo o cmq non si riesce a capire di cosa da :-)
La musica è assordante e non mi piace neanche. Arriva mezzanotte che siamo ancora ai primi. Tutti si alzano e 40 sconosciuti mi baciano per farmi gli auguri, ricambio il bacio di giuda…i tappi di plastica del finto spumante saltano in aria e tutti sembrano contenti.
Il colmo arriva quando il proprietario del locale si avvicina per fare gli auguri e vedo che anche lui vuole baciarmi. Tento di fuggire ma sono incastrato fra due sedie. Oppongo resistenza passiva fino a che arriva a portata di bacio e me ne stampa due in faccia, uno per guancia.
Quando è troppo è troppo. La serata al tavolo è praticamente terminata e i commensali prospettano un’altrettanto divertente giro con loro in centro. Li assecondo e metto il giaccone, guadagno l’uscita del locale e fuggo verso la macchina che mi porterà finalmente a casa.
Anche quest’anno è fatta. Fanculo capodanno…

Best regards
nonno Ciccio