Scusate se esisto!

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Sabato sera, complice uno stato di salute non eccelso ed un ritorno dei climi autunnali, siamo rimasti a casa a vederci un film tramite la nostra TV. La scelta è caduta su questa commedia italiana con la beniamina Paola Cortellesi, che torna a filmare con Raul Bova. Il film è bello e merita.

Segue un mezzo spoiler…
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installare Popcorn Time senza jailbreak su iOS usando un Mac

iosinstaller.com/popcorn-time

Il progetto Popcorn Time aveva promesso un mese fa il metodo per installare la propria applicazione su dispositivi iOS senza utilizzare il jailbreak. Nel link riportato c’è l’installer – in versione beta – della variante da usare se come computer si ha un sistema Mac OS X (nello scorso mese era presente solo la versione per Windows).

NON ho installato il tool, non mi interessa farlo… riporto qui il link solo perché un paio di persone mi hanno fatto richiesta e a questo punto mi era più pratico procedere in questo modo. C’è una guida sull’inglese EssentialMac su come procedere all’installazione che mi pare copra i vari scenari di utilizzo.

Guardiani della Galassia

ZeroCalcare per Fumettologica

ZeroCalcare per Fumettologica

In ritardo notevole sul resto del mondo ho acquistato e visto il penultimo blockbuster cinematografico della Marvel, i Guardiani della Galassia, soltanto lo scorso giovedì.

È un film piacevolissimo, che mi ha strappato moltissimi sorrisi e sopreso per il numero impressionante di elementi narrativi inseriti in una storia tutto sommato “marginale” per un pubblico di non conoscitori del fumetto, imbottiti di Iron Man e Thor …

Il film, invece, contiene i migliori elementi della tradizione narrativa della Marvel. Innanzitutto l’umanità dei personaggi. Ciascuno con il suo lato solare ed il lato drammatico. Poi la varietà, chi l’avrebbe detto che un albero parlante potesse essere il personaggio più interessante?

Insomma, un film che va visto senza aspettative, lasciandosi trasportare dall’assurdità delle situazioni (musica anni ’70 nello spazio profondo?) ritrovando l’ingenuità di quando ragazzini ci si immergeva nelle pagine dei fumetti americani.

Forse il miglior film Marvel dopo lo Spider-Man di Sam Raimi?

del potere delle Favole

E poi, la gentilezza rende belli. Io ne sono sicura. Ho come l’impressione che Lily James sia stata perfetta nel ruolo di Cenerentola anche perché aveva perfettamente interiorizzato, compreso e vissuto la parte. Era sorridente e radiosa, ma soprattutto estremamente dolce e gentile. Una grazia che illuminava i suoi occhi e i suoi gesti, dalla quale sono rimasta incantata. Ho pensato: ‘anche io vorrei essere così. Io che spesso sono arrabbiata, scontrosa, frettolosa, scontenta. Vorrei avere questo sorriso, questa gentilezza.”

 

E che bello che sarebbe se i nostri figli uscissero dal cinema pensando per una volta che il superpotere che vorrebbero non è sparare laggi laser o avere la forza di cento uomini, trasformarsi in rockstar o avere una bacchetta magica, ma quello di essere gentili.

Chiara, Ma Che Davvero?

Il grassetto è mio e, sebbene al maschile, penso quasi ogni giorno quanto evidenziato …

La storia di Oriana Fallaci trasformata in un riassuntivo

Achille Campanile …nel 1959, di fronte alla riduzione televisiva di Ottocento di Salvator Gotta, scriveva:

In generale anche io resto perplesso di fronte a certe riduzioni di fatti e detti storici nelle quali si ha l’impressione che i personaggi scimmiottino i futuri testi, prima ancora che questi vengano scritti. Si direbbe che, nei loro discorsi spiccioli, i personaggi conoscano in anticipo e per chissà quali facoltà divinatorie quelli che saranno un giorno i giudizi sulla storia e li snocciolino a ogni piè sospinto.

Avrei voluto vedere la fiction di RaiUno ispirata alla vita di Oriana Fallaci. Mi incuriosisce la figura di questa donna, i cui scritti – nelle occasioni in cui ho avuto modo di leggerli – mi hanno sempre colpito per lucidità e franchezza d’opinione. E invece pare che non mi son perso molto. L’articolo di Vanessa Roghi per l’Internazionale (da cui è tratta la citazione) non lascia scampo all’immaginazione.

Ed è triste vedere che già nel 1959 c’era un certo approccio alla narrazione verso il pubblico televisivo.