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In realtà temiamo il domani solo perché non sappiamo costruire il presente, e quando non sappiamo costruire il presente ci illudiamo che saremo capaci di farlo domani, e rimaniamo fregati perché domani finisce sempre per diventare oggi, non so se ho reso l’idea.

Muriel Barbery, L’eleganza del riccio

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E’ pericoloso fare del lavoro interiore, perché risveglia la nostra intelligenza e ci aiuta a scoprire che molte regole che abbiamo inconsciamente accettato e a cui abbiamo adeguato la nostra vita forse non ci servono più. Scopriamo che molte cose che facevamo in modo automatico non ci attraggono più, e questa consapevolezza può essere terrificante perché significa che abbiamo bisogno di portare cambiamenti radicali nella nostra vita. Ci sentiamo lacerati tra la passione per la verità e il terrore del cambiamento.

Krishnananda, Amana, Fiducia e sfiducia. Imparare dalle delusioni della vita, Milano 2008, p. 63

Come sempre citazioni meravigliose su Novalismi

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Non abbiamo più idea di cosa sia e di come si regge un Stato. Siamo in continua lotta fra l’abbraccio totale al mercato e alla competizione e il ritorno all’assistenzialismo e alla tutela. Non sappiamo qual’è il nostro modello di riferimento. Ma siamo sempre sicuri, anzi strasicuri, che tutto ciò non è mai un problema nostro.

Forse se ci guardassimo ogni mattina allo specchio e cominciassimo tutti a fare qualcosa che va oltre i nostri piccoli compiti, la soluzione uscirebbe da sola, senza teorie, modelli o rivoluzioni. Si chiama impegno! Nient’altro.

Gianluigi “Gigi” Cogo – Una bella giornata di sole

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L’abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portar le catene, a subir ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. L’abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza e quando scopriamo di averla addosso ogni fibra di noi s’è adeguata, ogni gesto s’è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.

Oriana Fallaci, via