del vivere a casa propria

Come gli amici, o i miei Twitter follower di lunga data, sanno mia moglie è un ingegnere edile. Negli anni in cui siamo cresciuti assieme, ed ora abitato assieme, siamo riusciti a trasmetterci reciprocamente le nostre passioni. Tra queste un gusto estetico nelle cose, nell’arredo, verso la matericità di ciò che ci circonda quotidianamente. Ci confrontiamo spesso su riviste, siti web, cataloghi, portfolii e quant’altro riguarda il mondo dell’ingegneria edile, l’architettura, l’arredamento d’interni.

Sull’ultimo numero di AD, versione Italiana, abbiamo trovato un articolo di Gianni Biondillo che riassume in poche parole il nostro atteggiamento verso il concetto di casa:

Perché, lo sappiamo, una casa non è semplicemente un riparo dagli agenti atmosferici, è qualcosa di più, radicalmente di più: è l’estensione del sé, la cellula minima dove poter mettere in atto, al riparo da tutto, la costruzione simbolica della propria identità emotiva. C’è un dentro e c’è un fuori. C’è la casa e c’è il mondo. E puoi averlo girato tutto il mondo … ma poi, prima o poi, torni a casa. È lì che ti riconosci, che dai un senso al tuo agire. È li che conservi la memoria … , è lì dove depositi i segni del tuo passaggio. Ne fai una memoria futura.

… consegnare un appartamento significa iniziare a farlo vivere. Nessuno si sente mai “a casa sua” appena entra in una nuova unità abitativa. Deve viverla, sporcarla, abituarsi al riverbero delle stanze, al cigolio delle porte, al disordine nei cassetti.

Le case si adattano, tendono ad assomigliarci, si fanno speccio esterioriore, correlativo oggettivo della nostra interiorità.

E avete notato quant’è bello, rilassante, tornare a casa propria dopo lunghe giornate lavorative? Anche solo fare il primo passo in casa, dopo aver fatto girare la chiave…

the road to Hermanus

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Il tempo grigio e ventoso di questo week-end non è stato un toccasana per il mio umore, però ha avuto il merito di ricordarmi l’escursione fatta da città  del Capo verso Hermanus (nella zona sud-occidentale) giù in Sud Africa.

Una giornata ventosa, ma non uggiosa, con le nuvole addensate sui costoni rocciosi e l’Oceano – si, l’Oceano – a sbattere sugli scogli al di là della carreggiata da noi percorsa, su una litoranea dall’asfalto impeccabile e tutte curve costellata da croci in memoria di marinai morti schiantati dalle onde sugli scogli.

E poi l’ottimo cibo, e frappuccini e birra bevuti in un pittoresco locale cercando spasmodicamente le balene saltare e danzare in quel loro mare ….

Mi manca il Sud Africa.

Si.

Decisamente.

viaggio di nozze

indovina ? Finalmente si avvicina il giorno della partenza.

Da domenica notte, infatti, saremo via per una ventina di giorni per goderci (finalmente) il nostro viaggio di nozze. I bagagli stanno man mano prendendo forma, i ritmi sono ancora frenetici (questo 2008 lo stiam vivendo di corsa!!!) ma non vediamo l’ora di essere li.

indovina, 2 Ma li dove ? Le bandierine qui di fianco dovrebbero servire da indizio (e non vale vedere la URI guardando il codice HTML del post 😉 ).

Se potrò Twitterò. posterò foto e/o impressioni di viaggio. Altrimenti pazienza e cercherà di raccontare tutto al ritorno.

Statemi bene, fate i bravi. Vi abbraccio tutti 😀

RSVP

R.S.V.P. è un acronimo che significa Répondez, s’il vous plaît, che in francese significa Rispondete, per favore. In Italiano è stata anche proposta la frase Risponda Se Vuole Partecipare.

È normalmente associato ad un invito per un qualsiasi tipo di evento, privato o pubblico: un matrimonio, una festa di compleanno, l’inaugurazione di una mostra, e così via.

Si usa, in particolare, quando chi organizza l’evento ha bisogno di esercitare un controllo sul numero dei partecipanti, in modo da predisporre il numero adeguato di posti e/o di porzioni per il rinfresco od il pasto.

L’etichetta vuole che si risponda prontamente a tale invito, anche per rispetto della persona invitante.

(da Wikipedia)

…. che cosa frustrante, avvisi amici e parenti che quel giorno li, tra sei mesi, ti sposi. C’è tempo e modo di prendere le ferie, un permesso, organizzarsi un attimo, mettere un paletto, un punto fermo nella tua vita da nomade, sbattuto tra mille impegni e mille lavori diversi.

Capita invece che proprio tutti quel cavolo di week-end cambino casa, lavoro, abbiano meeting e così via e allora uno si sente un po’ come nella immagine qui sotto.

Message in a bottle

Per fortuna c’è un nucleo di amici (*) che ci saranno sicuramente e su cui – anche se in silenzio, anzi chiedo perdono di questo – poggio la mia gioia e mi permettono di assaporare la gioia che di qui a pochi giorni proverò, Perché la gioia si autoalimenta e gioire in 2 è diverso dal gioire in tanti!

(*) = voi sapete chi siete :-)

Linux & C. vendesi

Linux & C regala Microsoft

Causa incipienti operazioni di pulizia delle libreria domestica (mi servirà  una casa, non una libreria dove vivere) sto pensando di liberarmi – magari guadagnandoci qualche pizza – di parte del materiale cartaceo da me collezionato negli anni.

I lettori più attenti del sito avranno notato che da tempo ho istituito una pagina VENDESI apposita nel mio blog e con il post odierno la “presento” ufficialmente.

Se sei interessato a qualcosa lascia un commento o contattami !

Na ma spsà

Tempo fa riportai su questo blog il testo della canzone “la mia fidanzata” dello storico duo comico pugliese Toti & Tata, parodia degli Oasis che in quegli anni vivevano un momento di splendore mediatico e musicale.

Lo sfottò nasceva in occasione dei primi preparativi del matrimonio dell’amico Jester – a proposito, bentornato in Puglia, ti aspettiamo alla PugliaDinner. Ora, come detto, è cominciato il mio countdown al “Grande Giorno” e quindi in pieno delirio youtubbico recupero e ti ripropongo il video della canzone:

PS = disoccupato non sono, però a tempo superdeterminato si !