il tuo valore

Dai da mangiare ad un bambino perché lo merita. Merita amore, cura e un buon trattamento, e merita tutto questo perché – come te – è un essere umano, una parte dell’universo. Tu meriti altrettanto, lo meritavi appena nato e lo meriti ora. Troppi pensano di non meritare amore o rispetto perché non sono o non si ritengono furbi, intelligenti, belli, altamente remunerati, sportivi, o spiritosi come “gli altri”. Tu meriti amore e rispetto proprio PERCHÈ sei tu.
Andrew Mattews, essere felici!

Wired Italia – Marzo 2009, Settembre 2015

Wired Italia n°1, la copertina

Nello scorso week end ho avuto modo di leggere l’ultimo numero di Wired italiano che ancora giaceva non letto sul comodino delle letture arretrate. Era il penultimo numero uscito in edicola qualche mese fa, quando non si aveva nessun sentore dell’imminente chiusura della rivista.

Perlomeno nella sua versione mainstream … quella più genuina. Quella che potevi comprare in edicola.

Per un certo periodo è stata la rivista che parlava di un mondo “nuovo” e “diverso” al cittadino medio. La rivista che mia suocera (classe 1943) sfogliava con interesse in spiaggia, soffermandosi sugli articoli brevi o curiosità. La rivista che i miei cognati più grandi, analogici per nascita (1969) e digitali per ragioni di lavoro, sfogliavano cogliendo barlumi di un modo alieno che ha investito le loro professioni.

Per certi versi è stata anche una rivista che portava ottimismo e consapevolezza (e non solo triste consapevolezza) nelle case dei suoi lettori. Ottimismo anche e nonostante certi direttori che l’hanno usata (biecamente?) come un trampolino di lancio per le loro successive ‘mosse politiche’ per la carriera, o per rivendersi come esperti in altri ambiti. Percepivo una certa dose di marketting, ma l’operato degli intervistati, le loro idee, i loro approcci, restavano puri e disruptive.

E nonostante arrivasse in edicola vecchia, superata dalla continua, incessante e inarrestabile cronaca tecnologica (e non) del nostro mondo contemporaneo, riusciva comunque a fissare nelle sue pagine degli argomenti ancora troppo in là come concezione per la maggior parte degli italiani, occupati a far quadrare il bilancio a fine mese e a districarsi nella matassa di propaganda mediatica in TV.

Forse più che dell’ennesimo quotidiano (di partito) o dell’ennesimo settimanale di gossip rosa avremmo bisogno di più riviste come le prime annate di Wired Italia per concimare un minimo di cultura tecnologica nel nostro Paese. Ora la rivista è relegata nel web, dove mai potrà essere pari (o superiore) a tutta l’informazione anglosassone o anche solo alla casa madre, di cui vivrà per gloria riflessa attorno ad un manipolo di lettori che questa volta temo si accontenterà dei contenuti sintetizzati nei loro articoli, senza voler poi approfondire, annegati tra un banner e un pop-up o un video pubblicitario.

Tante volte, in questi anni, mi sono ritrovato a mettere “un’orecchia” alla pagina letta e a fine lettura del numero andare a cercarmi approfondimenti sull’argomento. La mia collezione è costellata di queste “orecchie”.

Vedremo quel che accadrà, anche perché gli esiti editoriali del giornalismo tecnico-informatico o tecnologico tout-court sono uno degli argomenti che più mi interessa. Da parte mia ho cancellato il mio status di follower ad ogni loro iniziativa sul web. Voglio vedere quanto riesce ad arrivarmi ora del loro operato …

un uomo, secondo Robert Heinlein

“A human being should be able to change a diaper, plan an invasion, butcher a hog, conn a ship, design a building, write a sonnet, balance accounts, build a wall, set a bone, comfort the dying, take orders, give orders, cooperate, act alone, solve equations, analyze a new problem, pitch manure, program a computer, cook a tasty meal, fight efficiently and die gallantly.”
Robert Heinlein

Più grande fuori

Partì per un viaggio alla scoperta dello spazio infinito in una capsula in cui non c’era spazio per niente.

La “fingerstory” di ieri di Daniele Savi mi ha molto colpito. In una quasi banale affermazione c’è qualcosa che mi ha fatto rizzare le antenne, e pensare a come chi si approccia da decenni all’espolorazione spaziale si ritrovi a combattere quotidianamente con la piccolezza dell’essere umano e del suo posto nell’Universo.

#fingerstories

Homo ridens
Si svegliò ridendo e non smise mai, contagiando amici, colleghi e il mondo intero.

A fine novembre 2013 l’amico Daniele Savi ha cominciato questo pazzo progetto di scrivere un racconto breve al giorno. #fingerstories appunto. “Storie brevissime da sgranocchiare, anche in piedi”.

Racconti brevi, pungenti, divertenti … puro intrattenimento. Ha anche realizzato un ebook (*) dal progetto, raccogliendo il primo anno più 10 racconti inediti.

Insomma, una risorsa da aggiungere al proprio arsenale (o anche solo al proprio feed reader), per rendere la vita più lieve …


(*) con mia massima gioia il progetto è in vendita anche su Ultima Books. Il mio negozio (digitale) preferito dove acquistare libri in formato elettronico DRM -free.

Nove libri di riferimento per la Information Visualization

BEYOND EDWARD TUFTE

L’InfoVis (o DataVis) è una delle discipline più affascinanti che io conosca. Mi piaceva mettere in risalto questo lungo articolo di Karl Sluis (sulle pagine di Medium) che aggiunge una lista di nove testi imprescindibili per chi approccia questa materia, dopo i quattro tomi di Edward Tufte che sono considerati “La Bibbia” …

della Poesia

La poesia ha questo compito sublime: di prendere tutto il dolore che ci spumeggia e ci romba nell’anima e di placarlo, di trasfigurarlo nella suprema calma dell’arte, così come sfociano i fiumi nella vastità celeste del mare. La poesia è una catarsi del dolore, come l’immensità della morte è una catarsi della vita. A volte mi sembra che l’unica possibilità di vita, per me, stia lì; l’unica possibilità morale, intendo; perché sarebbe uno sforzo di volontà continuo, lo sforzo più grande ch’io possa fare: vincere il peso inerte delle parole inanimate, farle vive.
Antonia Pozzi