Meglio la cybersecurity della cyberfobia

Perché usiamo Internet da ubriachi →

Reti wifi aperte, telecamere private accessibili, file condivisi incautamente. La cybersecurity non è soltanto una questione tecnica o di polizia contro criminalità e terrorismo, riguarda la nostra vita quotidiana. Ma non ce ne siamo ancora accorti
di VINCENZO LATRONICO
illustrazioni di GIACOMO GAMBINERI

La fine del Sogno di Internet?

… the cloud isn’t an amorphous collection of billions of water droplets. The cloud is actually a finite and knowable number of large companies with access to or control over large pieces of the Internet. It’s Level 3 for fiber optic cables, Amazon for servers, Akamai for CDN, Facebook for their ad network, Google for Android and the search engine. It’s more of an oligopoly than a cloud.

And, intentionally or otherwise, these products are now choke points for control, surveillance and regulation.
Jennifer Stisa Granick

Un articolo (uno speech) lungo, complesso. Ma avvincente e su un argomento strategico per il nostro futuro di internauti ma – sopratutto – di Cittadini liberi …

(Come) Scegliere un CMS che la tua Azienda amerà

Choosing a CMS Your Organization Will Love →

Un articolo di Artas Bartas per i tipo di A List Apart su quali devono essere oggi i criteri di scelta di un CMS nella nostra Azienda. I fattori da considerare per la scelta del prodotto, e quelli – ben più importanti – da guardare con attenzione tra le professionalità e gli scopi della forza lavoro disponibile.

Quando il content blocking è il web al suo meglio

First with Flash, and now with content blocking, Apple is shaping the web as we know it. It’s almost ironic, then, that while the health of the web isn’t top of Apple’s mind (hurting Google and advancing their own ecosystem clearly is), they have an uncanny ability to create these watershed moments that force the web to adapt and get better.
Mark Mayo

Mark, Senior Vice-President di Mozilla, ha scritto un bell’articolo sulle pagine di Medium. Te ne consiglio la lettura. Per inciso la frase finale del post, che ho qui riportato, è stato il mio esatto pensiero quando Apple ha deciso di introdurre il pieno supporto all’Ad-Blocking in Safari.

Come sopravvivere all’industrializzazione del design

Capita raramente di imbattersi in articoli così ben scritti, articolati, lucidi nell’esposizione E – sopratutto – propositivi nelle conclusioni.

DESIGN MACHINES →
How to survive the digital apocalypse.

Questo articolo di Travis Gertz è uno dei migliori letti in questo 2015. Va a coprire diverse tematiche care a chi produce graficamente dei contenuti, analizzando una tendenza in atto (quella di mettere tutto sotto l’ossessivo e sterile controllo di metriche numeriche di analisi, tralasciando completamente il fattore emozionale dei contenuti che produciamo e sottoponiamo al nostro pubblico).

A mio parere una piccola perla. Che mi piace condividere e diffondere.

Ho lavorato a HackingTeam, le mie email sono finite su WikiLeaks e per me è ok

Claudio Agosti (una volta vecna AT hackingteam DOT it ) ha scritto un bellissimo pezzo su Medium, gentilmente tradotto in italiano da — che ti consiglio di leggere, e rileggere. Un po’ per inquadrare meglio la vicenda. Un po’ per capire cosa fare da oggi in avanti …

Ogni stato dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini e non sfruttarne le debolezze tecnologiche. Questo comportamento, a lungo termine, tenderà a dividere la popolazione tra chi è tecnicamente competente e chi non lo è.
Questa è tecnocrazia.

Forse il passaggio cardine del post di Claudio: Ho lavorato a #HackingTeam, le mie email sono finite su WikiLeaks e per me è ok →

dell’improvvisa morte di SoundTracking

Tra i servizi on-line che ho usato molto spesso da quando posseggo un iPhone, Soundtracking era uno di quelli che utilizzavo più volentieri rispetto alle sue controparti più blasonate. Del tipo: Shazam.

Lo scorso anno il servizio era stato acquistato dal servizio di streaming musicale Rhapsody, ma come semplice utente non avevo ricevuto comunicazione alcuna (né per email né attraverso l’app) sull’acquisizione o su ciò che questa avrebbe significato per noi utilizzatori del servizio. Tutto procedeva come sempre (e non è quasi mai una brutta cosa). Addirittura giovedì scorso avevo ricevuto la periodica email con un sunto delle attività dei miei contatti …

SOUNDTRACKING

Sabato sera stavo realizzando una compilation su Spotify e mi tornava utile utilizzare l’applicazione per il riconoscimento di un paio di brani mai ascoltati prima. Prendo il mio iPhone e non trovo più l’applicazione sul telefono. Sono sorpreso ma non troppo, visto un incidente per cui avevo messo il cellulare nella tasca posteriore dei jeans senza bloccare lo schermo, cosa che aveva portato ad una cancellazione di alcune app. Poco male, mi dico, la cerco sull’iTunes Store … ma non la trovo.

Dopo un po’ di “impazzimento” scopro che Rhapsody ha chiuso il servizio dal giorno alla notte, lasciando tutti gli utenti con niente in mano … né un export, né uno storico, niente. Pessimi. Davvero pessimi.

SoundTracking Shutdown FAQ (20150712)

In queste occasioni mi tornano immancabilmente in mente Our Incredible Journey e la sua collezione di roboanti comunicati di chiusura di “incredibili viaggi” di siti e servizi web, ma sopratutto un ormai stagionato ma sempre valido concept dell’amico Nicola D’Agostino sullo stare sempre attenti con la dipendenza dei servizi web made in USA visti i disastri – per l’utente – collegati alla loro caducità!