Apple e gli aggiornamenti di ferragosto

OS X 10.10.5 Yosemite – 2015-08-14 09.04.01

A riprova che il resto del mondo è del tutto manchevole di concetti quali “ferragosto, lavoro non ti conosco” ecco che Apple sforna nella notte un trittico di aggiornamenti mica da ridere … OS X 10.10.5, iOS 8.4.1, iTunes. Qui ho aggiornato i computer, mentre per i cellulari aspetto il pomeriggio o – meglio – domattina, quando si avranno notizie su eventuali bachi e sviste (o sulla loro mancanza).

Buon download!

Come riparare il caricabatterie sfilacciato del MacBook

Amici che siete giunti sulle pagine di questo blog cercando una soluzione all’annosa questione della delicatezza e della decomposizione a cui i cavi di alimentazione di Apple immancabilmente soccombono dopo il primo anno d’utilizzo (se non prima), a vostra disposizione ci sono tre soluzioni:

  1. ricomprate i cavi … quelli originali vi si romperanno allo stesso modo dopo un periodo di tempo 1,5x rispetto al primo. Quelli di concorrenza … chissà, YMMV;
  2. utilizzate il vecchio metodo della guaina termo-restringente, trovare quella bianca e di diametro adeguato è un po’ più difficile rispetto all’antiestetico nero. In ogni caso funziona;
  3. potete divertirvi con l’acquisto – e l’applicazione – di Sugru (gli esempi non mancano di certo!). E possiamo anche scegliere un colore per personalizzare la nostra riparazione!

Minacce alla sicurezza di OS X, cosa fare oggi

Why you shouldn’t freak out about this week’s
scary-sounding Mac exploits →

Dopo le preoccupanti notizie sulle nuove falle di sicurezza dei nostri amati Mac, Glenn Fleishman – un veterano dell’informazione tecnologica – sulle pagine di MacWorld fa il punto della situazione in maniera precisa, dettagliata e realistica. Senza allarmismi, e con buon senso.

A mio personalissimo avviso, l’unica falla – macroscopica se vogliamo – del discorso che si dipana nello svolgimento dell’articolo è che le soluzioni di Apple sono tutte per i rilasci prossimi del sistema operativo (10.10.5 se ci sarà e 10.11), lasciando così tutti gli utenti che ancora oggi si ritrovano ad utilizzare hardware Apple con OS X dalla 10.8 o precedente del tutto scoperti. Dal basso della mia conoscenza di Apple e del suo modus operandi spero almeno in una patch a livello firmware per bloccare la nuova variante di Thunderstrike, indipendentemente dal sistema operativo usato sui device vulnerabili all’attacco …

Adware Medic e The Safe Mac cambiano casa, Malwarebytes sbarca su OS X

MalwareBytes_Mac_SuperPhoto

Era il 15 luglio quando, sulle pagine del suo blog The Safe Mac, Thomas Reed annunciava al mondo il fatto di essere entrato in contatto con Marcin Kleczynski, CEO di Malwarebytes – un noto ed apprezzato produttore software di strumenti per la messa in sicurezza dei sistemi operativi Windows – e di aver stretto un rapporto di lavoro con quest’azienda cedendo così il suo prodotto Adware Medic all’azienda ed entrando a far parte a tempo pieno del loro team di sviluppatori.

Adware Medic announce

Il prodotto cambia così nome, diventando Malwarebytes Anti-Malware per Mac e si appronta a diventare un modulo di una suite di prodotti di sicurezza per OS X più articolata e pronta ad essere adottata anche in ambito enterprise.

Adware Medic Malwarebytes Anti-Malware – icon

Personalmente stimo molto Thomas ed il lavoro che ha portato avanti – gratuitamente – negli anni con il suo blog, le sue indagini sul nascente e crescente mondo del malware per Mac OS X (che temo diverrà man mano più significativo nei prossimi anni), ed il suo Adware Medic. Sono convinto che continuerà a lavorare in maniera onesta, cercando di offrire il miglior prodotto possibile ai suoi utenti.

Sono solo un po’ triste perché penso che i suoi contributi saranno meno numerosi e con meno peli sulla lingua … essere parte di una Azienda giocoforza limita la libertà di fare nomi e puntare il dito. Ma questo è da vedersi, intanto ho sottoscritto il feed del blog Malwarebytes Unpacked e via…

Malwarebytes Anti-Malware installation

Malwarebytes Anti-Malware

Al momento, come si può vedere dalle immagini riportate, l’unica differenza tra Adware Medic ed il nuovo nato è solamente a livello di nuovi loghi e palette cromatica. Funzionalmente è tutto identico. Non so al momento cosa accadrà a chi ha la versione “precedente” a livello di aggiornamenti e funzionamento. Su un paio di macchine non ho aggiornato alla nuova versione proprio per vedere come verranno gestiti questi aspetti, ed una eventuale migrazione.

Come abilitare la tastiera emoji su OS X

Sarà l’incipiente vecchiaia che porta al rimbambimento, sarà che ogni tanto smetto di essere un vecchio trombone, ma oggi volevo inserire alcune emoji sul mio diario personale in Day One – forte di un consolidato supporto a questo tipo di scrittura da parte dei software Apple – e non ricordavo come si abilitasse questa ‘tastiera’.

Una veloce ricerca mi ha portato sulle pagine di Emoji Blog dove è chiaramente spiegata la procedura. Portiamo il cursore del mouse in un qualunque campo di testo, e poi premiamo assieme la combinazione di tasti Contro (ctrl) + Command + Barra spaziatrice

enable emoji keyboard shortcut

ecco apparire il selettore dei caratteri (e come su iPhone, tenendo premuto col mouse un particolare emoji ne potremo vedere le varianti cromatiche):

emoji osx example

🎊

Modifica del proprio numero di telefono su iPhone

Non so quanti tra noi abbiano eseguito un cambio di operatore, o meglio un passaggio (anche solo temporaneo) tra un operatore e l’altro, per beneficiare di una delle tante opzioni di abbonamento che permettono l’acquisto dilazionato del più recente modello di smartphone.

Sta di fatto che spesso inserendo la SIM del nuovo Operatore, questa viene letta e riconosciuta dal dispositivo col proprio numero e che anche dopo il passaggio del vecchio numero sulla nuova SIM ci si ritrovi ad effettuare telefonate e mandare SMS / iMessage con il numero della SIM e non con il nostro.

Correggere questo comportamento è tanto semplice quanto non documentato esplicitamene da nessuna parte (almeno fino a dicembre scorso era così, e neanche gli operatori del 133 da me consultati ne erano a conoscenza).

Prendiamo il nostro iPhone e quindi selezioniamo:

Impostazioni > Telefono > Il mio numero.

… e qui lo andiamo a modificare manualmente. Fatto!!!

Semplicissimo, vero?

how-to change your Phone number on iPhone

marketing Apple 1 : mio portafogli -0,99€ al mese

iCloud-Drive

Bisogna provare ammirazione per quanto sottile – e subdolo, se proprio vogliamo – sia il modo in cui il reparto marketing Apple ti porta a spendere soldi per i loro prodotti. E poi soldi ed ancora soldi. In una dolce spirale consumistica.

Lo scorso natale approfittando di una promozione sono passato ad un iPhone 6 bianco, dal taglio ‘fantasmagorico’ di 64GB e sino ad oggi sono riuscito a sopravvivere con il backup giornaliero su iCloud (occasionalmente affiancato da quello on-site attraverso iTunes sul mio MacBook Pro). L’altro giorno all’improvviso il sistema mi ha notificato l’imminente esaurimento dello spazio a disposizione su iCloud e ad un controllo risultavano liberi soltanto 180 MB dei 5 GB messi a disposizione gratuitamente da Apple.

Non sono solito utilizzare le funzionalità Streaming Photos di iOS, non ho musica sul telefono e utilizzo pochissime applicazioni che salvano i propri dati su iCloud Drive. La cosa mi ha sorpreso. Ho quindi esaminato il dettaglio dell’utilizzo disco dell’iPhone e ho scoperto che ho accumulato circa 6 GB tra fotografie e video, e un altro mezzo giga è occupato dalle chat familiari su Whatsapp (in famiglia, con i nipotini, le usiamo moltissimo).

Sconfitto dal volume di fotografie memorizzate sull’iPhone ho comunque voluto dare un’occhiata al contenuto del backup su iCloud, scoprendo che questo era responsabile di circa 4.4 GB di occupazione, mentre Whatsapp e i salvataggi su iCloud Drive aggiungevano altri 800 MB al conteggio. Insomma, avrei dovuto sforare il tetto da tempo e ho quindi pensato che parte dei dati incongruenti fossero da imputare ad uno “storico” dei salvataggi … magari incrementali come fa Time Machine.

Ho quindi cancellato da iCloud Drive il backup, verificato che venisse aggiornato il conteggio dello spazio disco a disposizione e iniziato un nuovo backup. In questo modo ho recuperato soltanto 350 MB di spazio (da sommare ai 180 MB precedentemente dichiarati come liberi).

A questo punto, sconfitto, e sopratutto pensando all’occupazione di fotografie e video presenti (e a come mi sia limitato nella memorizzazione di album sul telefono lasciando quanta più roba possibile sul Mac), ho capito che questa soglia dei 5 GB è diventata assolutamente insufficiente. E a settembre con OS X 10.11 e iOS 9 e l’evoluzione di iCloud Drive in un sistema di cloud storage ancora più simile a Dropbox & co. ho deciso di capitolare …

iCloud plan upgrade

Ho aperto le Preferenze di Sistema e poi l pannello iCloud sul mio MacBook Pro, ed ho deciso di investire nel più economico upgrade di spazio disponibile sui server Apple. Accettando così il pagamento di un canone mensile di 0,99€ per 20 GB di spazio.

Di per sé la cosa è un investimento economico del tutto trascurabile – mi basta rinunciare ad un caffè al giorno mese per rientrare della spesa, con tutto guadagno per la salute – e posso senz’altro impostarlo e dimenticarmene. Senza pensare al fatto che mi aspetto un cambio di prezzi di tutto il comparto “cloud” entro Natale, e quindi magari per 0,99€/mese nel 2016 avrò molto più spazio … Però sono stato sconfitto dal maledetto, malvagio reparto marketing di Cupertino …

#maiunagioia

Major zero-day security flaws in iOS & OS X allow theft of both Keychain and app passwords

Pare ci sia un baco, scoperto dallo scorso autunno, che ha esposto i meccanismi di comunicazione del Portachiavi di OS X e delle API di comunicazione che le principali applicazioni per Mac utilizzano per salvare le password al suo interno. Al momento non ci sono soluzioni, se non fare come consiglia l’amico PowerUser che consiglia:

basta stare attenti quando si aggiunge una nuova password o se viene chiesta una password da un’applicazione che invece dovrebbe ricordarsela

Stiamo attenti, quindi!