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È il nickname che mi sono dato nel 1999 quando comprando un pc contestualmente mi affacciai sul Web e mi iscrissi ad ICQ. Da Febbraio 2003 con l'inizio di questo blog partecipo attivamente al Web “sociale”. Sono molto contento quando qualcuno lascia un commento alle mie tracce digitali. Se il motto di questo blog ti piace, ringrazia Benjamin Lee Whorf che l'ha scritto!

Come riparare il caricabatterie sfilacciato del MacBook

Amici che siete giunti sulle pagine di questo blog cercando una soluzione all’annosa questione della delicatezza e della decomposizione a cui i cavi di alimentazione di Apple immancabilmente soccombono dopo il primo anno d’utilizzo (se non prima), a vostra disposizione ci sono tre soluzioni:

  1. ricomprate i cavi … quelli originali vi si romperanno allo stesso modo dopo un periodo di tempo 1,5x rispetto al primo. Quelli di concorrenza … chissà, YMMV;
  2. utilizzate il vecchio metodo della guaina termo-restringente, trovare quella bianca e di diametro adeguato è un po’ più difficile rispetto all’antiestetico nero. In ogni caso funziona;
  3. potete divertirvi con l’acquisto – e l’applicazione – di Sugru (gli esempi non mancano di certo!). E possiamo anche scegliere un colore per personalizzare la nostra riparazione!

Yamaha FZ1 scalda troppo

Amico lettore che sei venuto su questo blog in cerca di conferme.

Si, la Fz1 – come tutti i mille quattro cilindri – utilizzata in città a bassa velocità ed in mezzo al traffico (mediamente intenso o superiore) fa presto a raggiungere alte temperature di esercizio). I 100° del liquido di raffreddamento arrivano subito e con esso la partenza delle ventole. Essendo a monte del motore, e i nostri polpacci a valle, siamo quindi investiti da un flusso di aria calda non indifferente ne piacevole. Ma neanche tanto fastidioso da essere intollerabile.

Basta allargare ancora un po’ le gambe (a mo di ranocchietto) e prendere la marcia per mitigare il problema e renderlo ampiamente sopportabile. Anche in pantaloncini corti!

L’impianto di raffreddamento è poi efficiente e questa “ventilazione” non dura troppo (a meno di seri incolonnamenti) e basta far strada per tornare ‘a godere.

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Ultima nota di “colore” … montando un silenziatore aftermarket le temperature calano di un 4/6 gradi mediamente nell’uso. Montando uno scarico completo le temperature medie scendono di oltre 12°C.


P.S. = Mi sono dimenticato di dirlo, in marcia già da bassissima velocità questo calore scompare del tutto e ci si dimentica di averne sofferto in coda al semaforo.

Minacce alla sicurezza di OS X, cosa fare oggi

Why you shouldn’t freak out about this week’s
scary-sounding Mac exploits →

Dopo le preoccupanti notizie sulle nuove falle di sicurezza dei nostri amati Mac, Glenn Fleishman – un veterano dell’informazione tecnologica – sulle pagine di MacWorld fa il punto della situazione in maniera precisa, dettagliata e realistica. Senza allarmismi, e con buon senso.

A mio personalissimo avviso, l’unica falla – macroscopica se vogliamo – del discorso che si dipana nello svolgimento dell’articolo è che le soluzioni di Apple sono tutte per i rilasci prossimi del sistema operativo (10.10.5 se ci sarà e 10.11), lasciando così tutti gli utenti che ancora oggi si ritrovano ad utilizzare hardware Apple con OS X dalla 10.8 o precedente del tutto scoperti. Dal basso della mia conoscenza di Apple e del suo modus operandi spero almeno in una patch a livello firmware per bloccare la nuova variante di Thunderstrike, indipendentemente dal sistema operativo usato sui device vulnerabili all’attacco …

Ti senti esausto? Fai di più

So we do things out of obligation. We feel coerced. Like we have no say in the matter.

We just go through the motions. There’s no soul behind it. No presence. No wonder we’re burned out.

Want to turn the ship around? Get into it.

Start doing as much as you can — even the smallest things like washing dishes, mowing the lawn, or doodling — with your full intent behind it. Like it’s the most mindful, enjoyable thing you’ve ever done.

Move through your day with purpose. With direction.

Soon, things will shift. You’ll start happening onto life so it can happen back. You’ll feel alive again (and will probably sleep better too).
Jonas Ellison

Tratto da un post di Jonas sulle pagine di Medium. Proverò a renderlo il mio nuovo mantra.

WUDO ?

E così anche il tempo di Windows X … ehm, Windows 10 è giunto. E come ogni aggiornamento di sistema operativo che si rispetti porta con se tante novità, molte incertezze e … un oceano di critiche.

Mentre scrivo questo post non mi è ancora capitato di imbattermi in nessuna sua installazione. Ho letto alcune recensioni. Ho letto molte perplessità sulle nuove impostazioni relative alla privacy dell’utente ed alle libertà che Microsoft si è attribuita nell’esaminare qualunque cosa facciamo su un computer equipaggiato con il suo sistema operativo (una tendenza instaurata con le beta di qualche anno fa e arrivate sino ai nostri vostri desktop).

Una cosa mi ha però colpito e mi ha spinto a scrivere queste righe, la generale avversione degli utenti italiani ad utilizzare Windows Update Delivery Optimization (WUDO per gli amici).

WUDO

Il post di Andrea Fortuna (da cui è tratta l’immagine qui sopra) spiega come disabilitare questa nuova funzionalità che utilizza ogni sistema dove Windows 10 è installato come se fosse un nodo bittorent, per propagare così più efficacemente gli aggiornamenti del sistema operativo in tutto il mondo. E così alleviare il carico delle server farm Microsoft a discapito delle connessioni internet degli utenti.

Posso capire gli utilizzatori di modem UMTS e piani dati mobile, ma tutti gli altri utenti del sistema di Redmond non hanno motivo per disabilitare questa funzionalità, in primis perché sono essi stessi i primi beneficiari e se tutti facessero così non si avrebbe alcun beneficio, in secundis perché non credo che in Microsoft siano tanto sciocchi da impostare questa trasmissione dati in modo che saturi in alcun modo le possibilità di connessione o intacchi in maniera significativa la potenza di calcolo dei sistemi che eseguono tale servizio.

Mi sbaglio?

1980 vs 2015

There’s an app for that… 1980’s vs. 2015 … ad inizio anno girava un’immagine similare che ora, nell’animazione realizzata dagli Harvard Innovation Lab, rende appieno il senso dell’evoluzione tecnologica in ufficio.

le letture suggerite del 3 Agosto 2015

Riprendo le pubblicazioni dopo un breve periodo di silenzio e un affettuoso richiamo all’attività da parte dell’amico Roberto Marin … Ecco un po’ di letture di argomento vario per riprendere le vecchie, sane, abitudini di curiosare per il web:

  • The Camera Behind The New Pluto Photos – articolo meraviglioso sull’ingegnerizzazione e sulla programmazione necessarie per far si che un progetto spaziale si realizzi. Come ad esempio una cosa “banale” come poter scattare delle foto dopo 9 anni dalla partenza a qualche milione di chilometri dalla Terra;
  • 32 email newsletters you want in your inbox – Probabilmente trentadue newsletter da seguire sono un po’ troppe, e genererebbero un po’ troppe segnalazioni duplicate. Io ne seguo un sottoinsieme (da prima che scoprissi quest’articolo) e basandomi sulle proposte della lista, posso dire che ce sono alcune davvero valide!
  • Visualizing Architecture
  • How Pantone Colors Your World
  • History of Icons

Come sopravvivere all’industrializzazione del design

Capita raramente di imbattersi in articoli così ben scritti, articolati, lucidi nell’esposizione E – sopratutto – propositivi nelle conclusioni.

DESIGN MACHINES →
How to survive the digital apocalypse.

Questo articolo di Travis Gertz è uno dei migliori letti in questo 2015. Va a coprire diverse tematiche care a chi produce graficamente dei contenuti, analizzando una tendenza in atto (quella di mettere tutto sotto l’ossessivo e sterile controllo di metriche numeriche di analisi, tralasciando completamente il fattore emozionale dei contenuti che produciamo e sottoponiamo al nostro pubblico).

A mio parere una piccola perla. Che mi piace condividere e diffondere.