kOoLiNuS

È il nickname che mi sono dato nel 1999 quando comprando un pc contestualmente mi affacciai sul Web e mi iscrissi ad ICQ. Da Febbraio 2003 con l'inizio di questo blog partecipo attivamente al Web “sociale”. Sono molto contento quando qualcuno lascia un commento alle mie tracce digitali. Se il motto di questo blog ti piace, ringrazia Benjamin Lee Whorf che l'ha scritto!

#fingerstories

Homo ridens
Si svegliò ridendo e non smise mai, contagiando amici, colleghi e il mondo intero.

A fine novembre 2013 l’amico Daniele Savi ha cominciato questo pazzo progetto di scrivere un racconto breve al giorno. #fingerstories appunto. “Storie brevissime da sgranocchiare, anche in piedi”.

Racconti brevi, pungenti, divertenti … puro intrattenimento. Ha anche realizzato un ebook (*) dal progetto, raccogliendo il primo anno più 10 racconti inediti.

Insomma, una risorsa da aggiungere al proprio arsenale (o anche solo al proprio feed reader), per rendere la vita più lieve …


(*) con mia massima gioia il progetto è in vendita anche su Ultima Books. Il mio negozio (digitale) preferito dove acquistare libri in formato elettronico DRM -free.

marketing Apple 1 : mio portafogli -0,99€ al mese

iCloud-Drive

Bisogna provare ammirazione per quanto sottile – e subdolo, se proprio vogliamo – sia il modo in cui il reparto marketing Apple ti porta a spendere soldi per i loro prodotti. E poi soldi ed ancora soldi. In una dolce spirale consumistica.

Lo scorso natale approfittando di una promozione sono passato ad un iPhone 6 bianco, dal taglio ‘fantasmagorico’ di 64GB e sino ad oggi sono riuscito a sopravvivere con il backup giornaliero su iCloud (occasionalmente affiancato da quello on-site attraverso iTunes sul mio MacBook Pro). L’altro giorno all’improvviso il sistema mi ha notificato l’imminente esaurimento dello spazio a disposizione su iCloud e ad un controllo risultavano liberi soltanto 180 MB dei 5 GB messi a disposizione gratuitamente da Apple.

Non sono solito utilizzare le funzionalità Streaming Photos di iOS, non ho musica sul telefono e utilizzo pochissime applicazioni che salvano i propri dati su iCloud Drive. La cosa mi ha sorpreso. Ho quindi esaminato il dettaglio dell’utilizzo disco dell’iPhone e ho scoperto che ho accumulato circa 6 GB tra fotografie e video, e un altro mezzo giga è occupato dalle chat familiari su Whatsapp (in famiglia, con i nipotini, le usiamo moltissimo).

Sconfitto dal volume di fotografie memorizzate sull’iPhone ho comunque voluto dare un’occhiata al contenuto del backup su iCloud, scoprendo che questo era responsabile di circa 4.4 GB di occupazione, mentre Whatsapp e i salvataggi su iCloud Drive aggiungevano altri 800 MB al conteggio. Insomma, avrei dovuto sforare il tetto da tempo e ho quindi pensato che parte dei dati incongruenti fossero da imputare ad uno “storico” dei salvataggi … magari incrementali come fa Time Machine.

Ho quindi cancellato da iCloud Drive il backup, verificato che venisse aggiornato il conteggio dello spazio disco a disposizione e iniziato un nuovo backup. In questo modo ho recuperato soltanto 350 MB di spazio (da sommare ai 180 MB precedentemente dichiarati come liberi).

A questo punto, sconfitto, e sopratutto pensando all’occupazione di fotografie e video presenti (e a come mi sia limitato nella memorizzazione di album sul telefono lasciando quanta più roba possibile sul Mac), ho capito che questa soglia dei 5 GB è diventata assolutamente insufficiente. E a settembre con OS X 10.11 e iOS 9 e l’evoluzione di iCloud Drive in un sistema di cloud storage ancora più simile a Dropbox & co. ho deciso di capitolare …

iCloud plan upgrade

Ho aperto le Preferenze di Sistema e poi l pannello iCloud sul mio MacBook Pro, ed ho deciso di investire nel più economico upgrade di spazio disponibile sui server Apple. Accettando così il pagamento di un canone mensile di 0,99€ per 20 GB di spazio.

Di per sé la cosa è un investimento economico del tutto trascurabile – mi basta rinunciare ad un caffè al giorno mese per rientrare della spesa, con tutto guadagno per la salute – e posso senz’altro impostarlo e dimenticarmene. Senza pensare al fatto che mi aspetto un cambio di prezzi di tutto il comparto “cloud” entro Natale, e quindi magari per 0,99€/mese nel 2016 avrò molto più spazio … Però sono stato sconfitto dal maledetto, malvagio reparto marketing di Cupertino …

perché hanno inventato le città

şuraya biraz da günaydın çizelim :) iyi haftalar good morning | have a nice week 😴☕️😴

A photo posted by Sefa Yamak (@sefayamak) on

Le città secondo me sono state inventate a seguito di un complotto capitalista che vuole nasconderci le bellezze che il mondo la fuori ci riserva, ed ingabbiarci più facilmente in grigie pareti di obblighi e piccolezze quotidiane affinché perpetrassimo i riti che aumentano la loro ricchezza …

Lifta, un desktop organizer

lifta-big

In questa epoca di maker ed estimatori delle cose fatte ‘alla vecchia maniera’, c’è un fiorire di piccole realtà aziendali che fanno del legno e di una estetica esasperata la loro ragion d’essere.

Fa parte di questo filone Lifta, primo prodotto dell’azienda Made by Cardinal.

LIFTA. A MINIMALIST DESK ORGANIZER.

Lifta was designed with three goals in mind: lift your computer to the proper ergonomic height, offer a place to store peripherals, and keep your desk tidy.

Lifta altro non è che una semplice base in legno che viene utilizzata per sollevare un display (o un iMac) in modo da portarlo ad un’altezza corretta. Inoltre offre uno spazio per riporre una tastiera ed il mouse in modo tale da non ingombrare la scrivania quando si smette di lavorare. Il prodotto è abbastanza solido, tanto da poter agevolmente sostenere il peso di un Apple iMac 27″ o di un Cinema Display da 30″.

Disponibile in quattro essenze, come unico vero e grande difetto (per me) è il costo un tantino … esagerato? Tra i 125 ed i 150 dollari statunitensi.