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È il nickname che mi sono dato nel 1999 quando comprando un pc contestualmente mi affacciai sul Web e mi iscrissi ad ICQ. Da Febbraio 2003 con l'inizio di questo blog partecipo attivamente al Web “sociale”. Sono molto contento quando qualcuno lascia un commento alle mie tracce digitali. Se il motto di questo blog ti piace, ringrazia Benjamin Lee Whorf che l'ha scritto!

Mi Band ed iPhone, tutto quello che avreste voluto sapere

Mi Band

Un mese fa ordinavo su Amazon la Xiaomi Mi Band incuriosito dalle recensioni entusiastiche, dal fatto che potesse essere una soglia di ingresso economica nel mondo dei wearable, e illudendomi di riuscire a fare più attività fisica e monitorare i miei progressi

La Mi Band ci ha messo parecchio ad arrivare (tre settimane piene), dopo di che ho cercato su Internet come effettuare il pairing con l’iPhone 6 visto che la confezione è tutta esclusivamente con caratteri cinesi, ed ho cominciato il monitoraggio di attività fisica e del sonno. Per farlo utilizzo l’applicazione Mi Fit (disponibile per iOS e Android).

Mi Fit icon175x175La precisione del dispositivo mi ha favorevolmente impressionato per quanto riguarda il monitoraggio del sonno, di certo non paragonabile a quella che ottenevo utilizzando l’applicazione Lark per il mio iPhone con correzione manuale del dato (quest’app infatti monitorizza i movimenti del telefono, e poggiandolo via ben prima dell’effettiva andata a letto, ho sempre dovuto correggere dai 60 agli oltre 120 minuti di sonno in meno rispetto quelli da lei rilevati). Così non è con un dispositivo che ho sempre al polso.

Nello stesso periodo anche l’amico Puce72 ne ha ricevuta una in regalo, ed è stato più bravo e preciso di me nello scriverne un’esaustiva recensione:

3 LED per un bracciale →

Ti rimando a quella per i dati oggettivi. Qui volevo annotare alcune osservazioni personali:

  • Per me la precisione dei passi è sufficiente. Ho provato a tenere sott’occhio il conteggio dei passi fatti con la Mi Band sincronizzata in tempo reale (tramite Bluetooth) con il telefono e tenendo l’app Mi Fit accesa. Un passo = un digit;
  • Il numero di passi rilevati giornalmente è salito abbastanza. Il mio iPhone non è sempre in tasca (a casa o in ufficio quando mi sposto tra una stanza e l’altra). La band si.
  • Non ho sempre acceso il bluetooth dell’iPhone, motivo per cui non beneficio (come invece fa Puce) della segnalazione mediante vibrazione della band dell’arrivo di una telefonata quando lo scocciofono è in modalità silenziosa;
  • Sto trovando molto comoda la funzione di sveglia infrasettimanale. Ormai mi sono affidato alla vibrazione per il mio risveglio e ho apprezzato che se apro gli occhi, e poi mi giro dall’altro lato se la Band rileva se mi assopisco profondamente e dopo qualche minuto vibra ancora (ed ancora)

le letture suggerite del 19 Luglio 2015

La giornata di oggi si preannuncia calorosa come quella di ieri, aggiungo letture che ti auguro di fare in sommo relax spaparanzato al fresco!

  • I Deleted My Entire iTunes Library And You Can Too – il dj TJ Connelly ci racconta di come abbia abbandonato iTunes ed i suoi servizi di abbonamento musicale, cambiando radicalmente il modo in cui gestisce la sua musica e lo spazio di storage sui suoi dispositivi;
  • Non è un paese per startup – ancora un ottimo articolo di Gianluca Diegoli. A cavallo tra una provocazione, una fotografia dello stato delle cose ed un invito a cercare un cambiamento in maniera diversa da quella che ci si vuol vendere;
  • Ha ancora senso avere un blog? Forse sì: Pingback, Webmentions e VRM – Una bella riflessione di Matteo Brunati. W i blog/siti personali!
  • Un lungo viaggio in aereo: scorta di ebook da leggere – il titolo dice tutto;
  • 2015 iPhone Photography Award – foto bellissime, fotografi talentuosi!

le letture suggerite del 18 Luglio 2015

Questa canicola ha prodotto un piccolo ritardo di pubblicazione delle proposte odierne, poco male … tanto finché il sole è alto non ci sono le forze per fare attività fisicamente impegnative…

  • When Solid State Drives are not that solid – piccole storie sull’affidabilità delle tecnologie dei dischi allo stato solido;
  • How We Changed the Facebook Friends Icon – meraviglioso articolo sul lavoro meticoloso, fine e spesso trascurato dei designer dei grandi colossi informatici,
  • Designing Data-Driven Interfaces – Telling the story of your data
  • The REAL reason Slack became a billion dollar company – And why its business model is evilly brilliant and Twitter is going nowhere – uno dei veri motivi per cui tutti quelli che iniziano ad usare Slack se ne innamorano, e poi rimangono intrappolati nella loro “tela” arrivando a pagare per restarci;
  • 5 motivi per fotografare con un iPhone. I limiti tecnici e la poetica dell’immagine

The Web’s Grain

David Hockney

The Web’s Grain
A view on designing for the web

Non potevo chiudere questa settimana senza segnalare l’immenso lavoro divulgativo raccolto nell’articolo di Frank Chimero sul web design del futuro, che con l’avvento degli smartphone e la frammentazione dei dispositivi in grado di visualizzarlo abbiamo appena iniziato ad esplorare.

Quando uno viene indicato come maestro dai suoi contemporanei, un motivo spesso c’è!

Ho lavorato a HackingTeam, le mie email sono finite su WikiLeaks e per me è ok

Claudio Agosti (una volta vecna AT hackingteam DOT it ) ha scritto un bellissimo pezzo su Medium, gentilmente tradotto in italiano da — che ti consiglio di leggere, e rileggere. Un po’ per inquadrare meglio la vicenda. Un po’ per capire cosa fare da oggi in avanti …

Ogni stato dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini e non sfruttarne le debolezze tecnologiche. Questo comportamento, a lungo termine, tenderà a dividere la popolazione tra chi è tecnicamente competente e chi non lo è.
Questa è tecnocrazia.

Forse il passaggio cardine del post di Claudio: Ho lavorato a #HackingTeam, le mie email sono finite su WikiLeaks e per me è ok →