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Guarda questi bambini. Osserva i loro sguardi. Immagina di essere con loro a Gaza. Sembra di essere li con loro, se osservi con attenzione. È questo il potere della Fotografia. Trasportarti completamente in un altro luogo, sfruttando un inconscio linguaggio comune.

Questo scatto, assieme ad alcuni altri, è presente in un articolo di Medium a cura di Unicef Australia. L’articolo ha un titolo secondo me infelice “The 25 Most Stunning Photos of 2014”, sembra voler celebrare lo spettacolo delle fotografie. Ma gli scatti proposti raccontano altro. Qualcosa di più profondo  e di assolutamente poco effimero. Raccontano la vita ed il dramma che migliaia, milioni, di nostri fratelli vivono quotidianamente.

E come sempre sono i più deboli ed indifesi, culturalmente e fisicamente, a pagarne il prezzo maggiore. I bambini. Il nostro futuro.

Questo post occupa sin dall’11 dicembre, data di sua pubblicazione, un posto nei tab aperti nel mio browser. Mi ripromettevo di dargli enfasi ed evidenza. Magari su TevacPhoto – sito dedicato ai fotografi e alla fotografia nato dalla comunità di Tevac – o magari su Tumblr, ripubblicandone ad intervalli irregolari le foto che mi hanno colpito come un cazzotto nello stomaco.

Ma poi la lenta sedimentazione mi ha ricondotto alla pubblicazione in queste pagine. Dove non devo dare di conto o lezioni a nessuno, ma soltanto esprimere come mi sento, come vedo il mondo, come mi piacerebbe che gli altri lo vedessero.

E allora penso che l’immagine di apertura, l’immagine dei siriani in esodo in una città distrutta, o il campo profughi nel Sudan meridionale dove 40mila profughi sono rimasti vittime di alluvione dovrebbero essere viste ogni giorno quando accendiamo il computer. Per renderci conto della vera miseria umana, del fatto che siamo fortunati qui a commentare, e a prenderci un impegno di aiutare per quanto ci è possibile quante più persone possiamo.

Questo è quello che quel tab aperto nel mio browser mi ricorda ogni giorno, questo che voglio fare nonostante la vita spesso mi inghiotta nella sua quotidianità…

 

 

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Achille Campanile …nel 1959, di fronte alla riduzione televisiva di Ottocento di Salvator Gotta, scriveva:

In generale anche io resto perplesso di fronte a certe riduzioni di fatti e detti storici nelle quali si ha l’impressione che i personaggi scimmiottino i futuri testi, prima ancora che questi vengano scritti. Si direbbe che, nei loro discorsi spiccioli, i personaggi conoscano in anticipo e per chissà quali facoltà divinatorie quelli che saranno un giorno i giudizi sulla storia e li snocciolino a ogni piè sospinto.

Avrei voluto vedere la fiction di RaiUno ispirata alla vita di Oriana Fallaci. Mi incuriosisce la figura di questa donna, i cui scritti – nelle occasioni in cui ho avuto modo di leggerli – mi hanno sempre colpito per lucidità e franchezza d’opinione. E invece pare che non mi son perso molto. L’articolo di Vanessa Roghi per l’Internazionale (da cui è tratta la citazione) non lascia scampo all’immaginazione.

Ed è triste vedere che già nel 1959 c’era un certo approccio alla narrazione verso il pubblico televisivo.

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La propensione storica dell’individuo – conservare e memorizzare nel modo più open possibile, proprio in ottica futura – si è insomma già rattrappita a favore di un presente a 360 gradi dove ci pare di avere tutto a disposizione, ben sistemato, catalogato e codificato. Un presente che ci alleggerisce dalle responsabilità di pensare al futuro. Non tanto in senso di storia personale ma di modo verbale: pensare al futuro, cioè a come saranno lette, interpretate, decodificate, riconvertite e analizzate le tracce che stiamo lasciando.

Wired Italia

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Dobbiamo fermare i regali del Governo Renzi: il peggioramento del Regime dei Minimi e il mancato blocco dell’aumento del Contributo INPS.

Di nuovo un Tweet Bombing a cui poter partecipare da ogni angolo del mondo, ma stavolta, per chi ha LA FORTUNA DI ESSERE A ROMA PIAZZA MONTECITORIO MERCOLEDì 18 FEBBRAIO 2015 ALLE 10,30 anche un LIVE ACT, cioè un’incarnazione delle nostre richieste sotto le finestre del Parlamento e della Presidenza del Consiglio.

SAVE THE DATE: mercoledì 18 febbraio ore 10.30 LIVE ACT dei freelance a Montecitorio