570km in sella alla Yamaha FZ1 Fazer
19/Gen/2008 – 12:13In questo sabato mattina di attesa motociclistica riesumo e completo questa bozza di post, da tempo giacente nei meandri della dashboard.
A fine agosto il fratellino mi ha concesso l’uso per un paio di giorni della sua Fz1 Fazer - detta FazerONA - modello 2006 per permettermi di capire se è la moto che fa per me, o se è meglio orientare le mie mire verso un altro modello attraverso un lungo giro in sella ad essa.
Quella che segue è quindi una raccolta di impressioni e dati raccolti in due giorni d’utilizzo della moto, di cui uno parecchio intenso, vissuto solo soletto, seguendo un classico itinerario “garganico” già percorso in passato.
Da Bari a Peschici attraversando la Foresta Umbra, e andando a trovare la metà maschile dei Googlisti nella sua terra natia prima del rientro a casa.
Grossomodo l’itinerario è stato questo:

Premetto ancora che sono (e mi ritengo) un novellino alla guida di moto di grossa cilindrata, avendo all’attivo sulla moto poco più di ottomila km nel 2007, e che il mio passo è comunque sempre orientato alla prudenza e la manetta del gas settata sul mezzo chiuso piuttosto che sul tutto aperto
Per prima cosa condivido qualche numero, disponibile in seguito a scrupolosa annotazione su blocknotes ad ogni pausa rifornimento. Queste le tappe salienti:
- Bari / Margherita di Savoia = strada statale a scorrimento veloce;
- Margherita di Savoia / Poggio Imperiale = statali tra città e attraversamento di alcune di queste, e poi taaaaaaante curve nella Foresta Umbra;
- Poggio Imperiale / Bitonto = autostrada
a cui sono corrisposti i seguenti rifornimenti, andando ogni volta a pieno (praticamente a raso) con la moto posta sul cavalletto centrale:
- km 0 - partenza da casa;
- km 2 - SS16bis Giovinazzo - euro 5.60 {rabbocco e inizio del rilevamento};
- km 110,3 - appena passata Manfredonia - euro 7,00 = 5,34 litri (consumo medio 20,655 km al litro);
- km 283,7 - stazione di rifornimento in autostrada - euro 13,51 = 10,35 litri (consumo medio 16,753 km al litro);
- km 457,3 - stazione di rifornimento a Bitonto - euro 15,50 = 11,93 litri (consumo medio 14,551 km al litro)
Sul fronte dei consumi, quindi, tenendo velocità di crociera basse e rispettando il limite dei 130 in autostrada (grazie tutor!
) l’autonomia non è malaccio, anche se un serbatoio con due o tre litri in più (a raggiungere i 21 come nelle moto da gara) tornerebbe sicuramente più comodo.
Con le temperature estive, inoltre, il motore scalda parecchio e diffonde tale calore sulle travi del telaio e giocoforza su, verso il serbatoio, tanto che se si spegne la moto con (mettiamo) una o due tacche dal pieno e la si lascia raffreddare una mezzora o più alla riaccensione di tacche ne mancheranno almeno il doppio, con buona pace della precisione dell’ indicazione !!
Ma passiamo ora al viaggio vero e proprio.
Per prima cosa provvedo a mettere sotto la sella del passeggero il mio lucchetto da moto della Luma Solido Disk. L’apertura e la chiusura della sella - al contrario di quanto sostenuto da una rivista del settore - sono operazioni agevoli. Il vano poi permetterebbe di infilarci un antipioggia, magari forzando un po’ la chiusura. Mi riservo di verificare la cosa successivamente.
Carico tutto il resto nella mia borsa da serbatoio della Kappa (magnetica), modello TK724 e via ! Verso il primo benzinaio.
La strada statale 16bis scorre veloce sotto le gomme, all’epoca ancora le Michelin Pilot Road di serie, mentre prendo confidenza con la moto, la posizione di guida, e le reazioni all’acceleratore.
La moto frulla tranquilla, divertendomi molto nel momento di aprire un po’ la manetta per eseguire un sorpasso reagendo con notevole brio. Per ottenere lo stesso effetto con la mia seicento dovrei essere almeno due, tremila giri più in alto.
La protezione aerodinamica è valida per busto e spalle, però col plexiglass di serie la testa è comunque soggetta a turbolenze. Rispetto alla protezione offertami dall’unghia montata sul faro della mia Fz6 la differenza non è affatto epocale.
Sosta caffè e acqua a Margherita di Savoia, dopo un pò di fastidioso pavé cittadino sul corso della città su cui temevo di fare la cazzata aprendo gas e verifico come questa passeggiata abbia nuociuto al calore emesso. Partono con decisione le ventole di raffreddamento poste sul retro del radiatore applicando un non molto piacevole effetto phon alle gambe.
Si riparte verso Monte Sant’Angelo, seguendo la strada “costiera” che si dipana in mezzo alle Saline. L’asfalto non è dei migliori, ma la forcella e la trazione mi danno sicurezza e scivolo spedito lungo la strada.
Inizia il percorso di salita verso la città, quei tornanti che mi han fatto penare tanto la prima volta che li ho affrontati in sella alla Fz6, in coppia, con pochissimi chilometri all’attivo vengono digeriti in scioltezza. La forcella robusta, il gommone da 190 dietro, e un paio di consigli messi in atto mi permettono di eseguirli in piena rotondità, sia pur a velocità modestissima rispetto ai “capo branco” che ricordo!
Ma li, ora, mi è di conforto aver approcciato correttamente, spero, il modo di percorrerli.
Comincia il tratto nella Foresta Umbra. Sono completamente solo in mezzo al Gargano. È un giorno infrasettimanale e c’è pochissimo traffico, nessuna moto e soltanto qualche camioncino e auto di un paio di aziende agricole presenti lungo il percorso. Sullo stesso ci sono spesso foglie e un po’ di sporco in carreggiata e qui la mia media cala vistosamente. Del resto più sopra si può leggere dell’ ottima resa km/litro ottenuta!
C’è anche poi il tratto al buio (!) nel pieno della Foresta, come sa chi l’ha percorsa, dove la temperatura scende netta di qualche grado, l’umidità è tanta anche sull’asfalto umido (!) e son costretto ad aprire la visiera fumè del casco (in un eccesso di prudenza ? boh ? intanto l’ ho fatto …).
Sulla discesa becco un ciclista esperto che si fionda tra le curve ad una velocità impressionante! Lo seguo a distanza, affascinato, e in alcuni tratti ho visto che mi tenevo tra i 60-70 km/h. Complimenti.
Arrivo sotto Peschici, lo spettacolo della foresta bruciata per gli incendi terminati una decina di giorni prima è sconcertante e a tratti terrificante. Le tracce spesso si fermano a 4, 5 metri da qualche caseggiato.
Sosta tecnica per pipì, focaccina e gelato in un lido sulla spiaggia contornato da bagnanti in costume mentre io sto li, in jeans, stivali, maglietta e con giacca casco e guanti sul tavolo e mi godo la brezza all’ombra.
Ora che mi sovviene, stando in sella l’appiglio per l’apertura del cavalletto laterale si trova giusto in mezzo tra la pedana sinistra e la levetta del cambio. Per centrarla bisogna farci l’occhio ed è un pò una rottura di balls quando il tallone ti scivola sopra non riuscendo ad aprirlo.
OK, pausa finita e mi rimetto in sella, direzione Poggio Imperiale, dirigendomi verso Rodi Garganico prendendo la SS693 (se non ho capito male detta Strada a scorrimento veloce del Gargano). Lungo il primo tratto trovo anche un camion che si incastra tra i dislivelli del manto stradale di un tornante e si aspetta un quarto d’ora finché il poraccio, dopo mille manovre, riesce a sbloccare il mezzo dando dopo pochi metri una bella botta ad un robusto ramo con la “gru” posta dietro il cassone di guida. Una giornata no per lui !
La strada a scorrimento veloce lo è per davvero, si incontrano missili teutonici a velocità warp e sotto Poggio Imperiale un clandestino, probabilmente, pensa bene di fiondarsi sulla carreggiata per attraversarla mentre sono li che giungo sopra i 120. Mortacci sua !
Un giretto con Piero “googlisti.com” e via in autostrada verso casa, col sole che tramonta alle spalle.
Il tratto autostradale è una palla immane. Innanzitutto si percepisce una rombosità eccessiva allo scarico (originale!) che dopo 20 minuti ha rotto che la metà basta. Poi il percorso è del tutto dritto, privo di curve e movimenti alternativi e dopo una giornata in sella comincio a sentire qualche indolenzimento, mi sono accorto che spesso ho la spalla destra in tensione e mi devo sforzare di rilassarmi - hai consigli in merito ?
Grazie alla presenza del tutor l’occhio è sempre sul tachimetro, che oscilla tra i 120 e i 150 indicati a seconda delle situazioni, e ti costringe a star li a pelare il gas.
Mi trovo infatti nel regime di vibrazioni massime prodotte dalla moto e in poche centinaia di giri motore la moto prende slancio e fa metri come nulla fosse. Mi accorgevo che ero un tot sopra il limite dalla scioltezza con cui sorpassavo le auto. Un occhio al tachimetro e via, pelare di gas … ah, come avrei voluto un regolatore automagico di velocità …
In definitiva mi sento di sposare al 100% le critiche mosse alla moto da Giringiro, vecchia volpe ed esperto motociclista membro del Fazer Club italiano e del suo forum:
Estetica: E’ soggettiva e a mio parere l’FZ1 e’ piu’ bella della FZS, anche se quest’ultima ha un design piu’ equilibrato.
Posizione di guida: Nel complesso migliore nell’FZ1. Siamo suppergiu’ sugli stessi livelli ma l’FZ1 ha la sella che, stranissimo, affatica meno dell’FZS quando ci stai sopra per molto tempo e poi sposti con meno fatica il sedere nella guida allegra. Non ho notato grosse differenze per quanto riguarda la misura classica pedane-sella-manubrio. Quest’ultimo si impugna bene e non affatica i polsi.
Telaio: Meglio la nuova. Molto meglio. E’ rigorosa di telaio e fa sembrare le sospensioni (un mezzo troiaio, come la vecchia) un riuscito compromesso tra turismo e sportivita’. Toglie diverse castagne dal fuoco.
Motore: Meglio l’FZS. Molto meglio. Spinge su tutti i fronti, non e’ ruvido ed e’ equilibrato. Anche da freddo e’ subito pronto mentre il nuovo no, inoltre e’ meno rumoroso,…E nei lunghi viaggi sta cosa fa la differenza.
Cambio e frizione: Prevale di poco il cambio dell’FZS perche’ le scalate in continuo non richiedono molto uso della frizione; sull’FZ1 la cosa e’piu’ laboriosa. Per contro l’FZ1 ha un cambio meno rumoroso e non cambia “in due tempi”.
Le frizioni son simili ma anche qui l’FZS prevale in virtu’ di una frizione molto modulabile e mai “scattosa”, neppure a caldo; inoltre lo stacco frizione e’ piu’ lungo sull’FZS e questo migliora la guida nel trafffico.
Guida: Sostanziale parita’; l’FZS e’ una ottima passista, l’FZ1 e’ efficace negli spazi stretti.
L’FZ1 e’ piu’ reattiva, piu’ “concreta”; l’FZS e’ piu’ sincera e mette piu’tranquillita’.
Aggiornamento: guida complessiva piu’ divertente sull’FZ1.
Sopensioni: Entrambe un troiaio, come detto sopra. Sull’FZ1 le regolazioni sono piu’ efficaci, ma siamo d’inverno. Quando sara’ estate l’efficacia calera’.
Consumi: Meglio l’FZS, e non di poco. Ancora devo vedere per bene in extraurbano ma cosi a naso credo che con l’FZ1 si facciano mediamente 2/3kml in meno. Una bella disdetta per un disgraziato da 40.000km/anno.
Aggiornamento: i consumi stanno lentamente migliorando anche se non credo arriveranno a quelli della vecchia FZS.
In città: meglio l’FZ1 ma di poco; è un pelo piu’ agile, un angolo di sterzo migliore. Per il resto siamo li.
In extraurbano: Meglio l’FZ1, ma anche qui siamo quasi pari. L’unica vera differenza la senti di forcella, che sembra essere in mezzo alle gambe e ti supporta quando c’è bisogno di chiudere la curva.
In autostrada: meglio la FZS. Piu’ protettiva, meno rumorosa e con piu’ autonomia.
Freni: Sostanziale parita’; non ho notato grosse differenze ma so che i dischi della vecchia son durati un’eternita’,…E questi altri?
Dove con FZS indica il precedente modello da lui posseduto e con cui ha percorso ben 144.770km!
Visti in consumi mi piacerebbe avere un serbatoio con altri tre o quattro litri “utili”, ma vista la posizione di guida, le vibrazioni e il rombo ci si deve fermare a rifornire giusto quando si comincia a pensare “quasi quasi mi fermo e faccio una paglia” o quel che si vuole, io non fumo
Anche per me, alla fine, il giudizio è molto buono, avendone compreso le potenzialità reali e considerando i miei modi d’uso e non vedo l’ora di passare alla millona anche io!










7 Responses to “570km in sella alla Yamaha FZ1 Fazer”
By kOoLiNuS on Gen 19, 2008
Peccato proprio che il serbatoio non sia da 21 litri: soprattutto su una mille, non avrebbe fatto certo male!
By Sky One on Gen 19, 2008
Cmq non sai quanto ti invidio… sono diventato verde!
Come vorrei avere anche io una moto da portar fuori la domenica.
By Piplos on Gen 19, 2008
By kOoLiNuS on Gen 19, 2008
By camomillAle on Gen 20, 2008
By kOoLiNuS on Gen 21, 2008