50 milioni di euro ?

10 maggio 2007 – 0:23

AVVERTENZA: post potenzialmente “stufoso”

E così pare che l’ Associazione per il Software Libero ne abbia combinata un’altra delle sue. Ma andiamo con ordine.

Brevemente il “nostro” “amato” Governo ha stretto una partnership commerciale con M$ dove con il modesto contributo di un milione di dollari da parte della multinazionale statunitense in tre anni concorrerebbe alla realizzazione di tre centri di eccellenza e rinnovamento per la rocerca tecnologica made in Italy {qui il comunicato ufficiale, questo il PDF del protocollo di intesa}.

All’interno delle tre pagine del file PDF ci sono alcuni passaggi abbastanza significativi da sottolineare. Direi di partire con calma ed esaminarli. I grassetti sono miei, perdonami, ma voglio focalizzare dei concetti.

Premesso che il Dipartimento per l’ Innovazione e le Tecnologie ha tra i propri obiettivi principali la creazione di un ambiente più favorevole agli investimenti

e già qui … sviluppare il movimento di danaro non mi pare Innovativo ne Tecnologico, ma vabbe’, ignoriamo …

alla crescita e alla competitività del sistema produttivo; il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e dell’accessibilità ad essi da parte dei cittadini e delle imprese; l’aumento della partecipazione dei cittadini alla formulazione delle politiche e delle decisioni pubbliche, e che, pertanto, l’azione amministrativa deve essere rivolta a superare il deficit di innovazione e a investire in progetti inclusivi, replicabili e scalari;

che Microsoft ha posto in essere iniziative con diverse Regioni italiane con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo delle economie locali; organizza una serie di iniziative rivolte alla formazione professionale e alla riqualificazione delle competenze nel settore ICT; è interessata a collaborare con le Regioni e i rispettivi centri di competenza, mettendo a disposizione, ove ritenuto opportuno, le proprie competenze nell’ambito delle tecnologie informatiche

Tutto chiaro sin qui ? Accessibilità, Replicabilità, Partecipazione, Microsoft “ove ritenuto opportuno” fa la sua parte.
Si, tutto chiaro, ma attento, ecco inaspettata la gag umoristica:

che le società del gruppo Microsoft sono a favore di una politica di neutralità tecnologica dove tutti possano ugualmente avere la possibilità di accedere al mercato e che il gruppo è parte attiva a livello internazionale per promuovere iniziative rivolte alla interoperabilità dei sistemi, indipendentemente dalle tecnologie usate.

Era divertente vero ? Ma ora arriviamo al succo del protocollo di intesa:

le Parti prendono atto dell’imminente costituzione di tre Centri per rinnovazione nelle Regioni Piemonte, Campania e Toscana, per lo sviluppo di attività basate sulle tecnologie Microsoft. Tali Centri verranno costituiti, d’intesa tra Microsoft, le citate Regioni, gli Enti locali e Università interessate, in virtù di separati protocolli per i quali sono già in corso contatti.

Cioè con soldi pubblici (i miei, i tuoi) il mio Stato, la mia Regione, il mio Comune e la mia Università stanno creando un dei centri ricerca e sviluppo di una società. Privata. Non italiana. B E L L O !!!!

Allo stesso fine, il MUR e il DIT, in relazione al valore dell’iniziativa, si rendono disponibili ad attivare adeguati e congrui strumenti di cooperazione finanziaria con i Centri in questione nei limiti delle rispettive disponibilità di bilancio e nel pieno rispetto delle procedure previste dai rispettivi ordinamenti. Resta inteso che l’operatività dei Centri per l’Innovazione dipenderà dalle disponibilità delle risorse di cui sopra.

Tradotto: “dottò ce li hai già i soldi per il costituendo Centro di Ricerca ? Se si ti do qualche spicciolo, sennò amisci come prima eh ! “.
Mi piace questo aspetto furbo (scaltro ? disincantaro? realista ?) della nostra Amministrazione. Si fa bella, si fa linda, ma poi chi paga ? I soldi ci sono o non ci sono ? Mi nasce un sospetto, vuoi vedere che …

Le Parti convengono che l’eventuale ulteriore partecipazione di soggetti terzi rispetto al presente Protocollo

Ossia l’allocco che i soldi, quelli veri, ce li mette sua propria manu, ed ho una idea su chi siano questi “soggetti tipo”, continuiamo a leggere:

Art. 6 - Adesione
1. Il presente protocollo è aperto all’adesione delle Regioni interessate.

Ma dai ! Incredibile amisci !!!! Regioni (soldi pubblici) si, imprese private, quelle piccole e medie, quello che dovrebbero crescere con Innovazione e Tecnologia non sono parte del Protocollo.

E un dubbio:

Art. 5 - Durata del Protocollo
1. Il presente Protocollo ha durata di cinque anni a decorrere dalla data della sua sottoscrizione. Le Parti si riservano la facoltà di rinnovo.

Ma non era un milione in tre anni ? Che ce sta già pronto sotto il trucchetto ?

Chicca finale:

Art. 7 - Tutela dei dati
1. Tutti i dati personali e le informazioni di carattere tecnico, amministrativo, scientifico, didattico, di cui le Parti dovessero entrare in possesso nello svolgimento del Protocollo, dovranno essere considerati strettamente riservati e pertanto le Parti non ne potranno far uso per scopi diversi da quelli espressamente contpresente Protocollo.

Sbaglio o sopra avevano scritto: ” L’azione amministrativa deve essere rivolta a superare il deficit di innovazione e a investire in progetti inclusivi, replicabili ” ???

Direi senz’altro che la Proposta al Governo Italiano, scritta da AsSoLi sulla scia della merdata del protocollo di cui sopra mi piace MOLTO di più.

Una osservazione volevo fare, ed era in merito a quanto proposto da AsSoLi:

l’Associazione Software Libero si rende disponibile ad apportare [OMISSIS] attività formative, materiale didattico, soluzioni tecnologiche e software[OMISSIS] tali da offrire al Centro e/o ad altre Pubbliche Amministrazioni un profitto, anche in forma di risparmio, del valore di almeno 10.000.000,00 (dieci milioni) di euro l’anno.

È interessantissima questa valutazione del VALORE di una soluzione software libero in termini di mancati costi di licenza, costi di implementazione, sviluppo e formazione e - suppongo - di assistenza.

Mi piacerebbe che da questa prima stima nascesse una discussione seria, pubblica, anche per non addetti ai lavori, di quanto vale (lo sviluppo e l’implentazione de) il Software Libero, al fine di capire se e come e quanto una attività in tal senso possa sostentarsi, crescere e “scalare“, un pò come da tempo vedo provare a fare il professor Fuggetta in alcuni suoi post di cui non vedo eco altrove.

Ce la si può fare ?

  1. 8 Responses to “50 milioni di euro ?”

  2. “…quanto vale (lo sviluppo e l’implentazione de) il Software Libero,…”

    Una stima del valore in termini di sviluppo dei più noti progetti Open Source la fa Ohloh.
    Solo per fare un esempio, il costo del progetto OpenOffice è stimato in oltre 180 milioni di dollari.

    By Andrea on mag 10, 2007

  3. Si trovano informazioni interessanti qui:
    http://www.dwheeler.com/
    e, più in particolare, qui:
    http://www.dwheeler.com/sloc/
    http://www.dwheeler.com/essays/linux-kernel-cost.html

    e qui (calcoli più empirici):
    http://www.ohloh.net/projects/

    Ad esempio:
    OpenOffice.org: $183,573,930
    GCC: $74,584,519

    By Fabio Pedretti on mag 10, 2007

  4. http://www.ohloh.net/projects/
    http://www.dwheeler.com/
    http://www.dwheeler.com/sloc/
    http://www.dwheeler.com/essays/linux-kernel-cost.html

    By anonymous on mag 10, 2007

  5. Devo ancora leggermi i link, il punto è non quanto mi costa sviluppare “pidgin” od “openoffice”, ma il suo valore di mercato ed i perchè di esso.

    By kOoLiNuS on mag 10, 2007

  6. pacchianamente openoffice puoi dargli il valore di mercato di ms office, no?

    By dat on mag 10, 2007

  7. No, visto che il produttore e il processo non sono gli stessi.

    By kOoLiNuS on mag 10, 2007

  8. No nemmeno come usabilità. Ci sono scelte di OpenOffice molto discutibili che sembrano orientare il prodotto non all’utente comune ma a chi già sa cosa e dove cercare. :-/

    nda (che stasera va a continuare ad insegnare l’uso di Calc)

    By quello con il blogroll minimale on mag 10, 2007

  9. La domanda che poni è semplice e chiara, non per questo facile da rispondere. Il valore di un bene di rete, quale tipicamente è il software, è funzione del numero di utenti che progressivamente lo utilizzano, al punto che si parla di “ritorni incrementali”. Questo spiega ad esempio la grande attenzione che IBM, Oracle e Sun da una parte, e Microsoft dall’altra, stanno spendendo attorno al tema degli open standard. Infatti se esistesse un solo standard di riferimento addio ritorni incrementali, e porte aperte alla disruptive innovation.

    Tornando all’argomento originale, penso che a breve vedremo anche in italia quanto valore può muovere il Software Libero, visto e considerato che la logica di Corporate è quella di sbilanciare significativamente l’azienda sui servizi. Anche altre, vedi Sun, si stanno portando rapidamente verso una logica “open”, ma il modello non è chiaro, non si sa come ritorneranno dei loro investimenti. Appropriarsi dei ritorni non è facile..

    By Roberto Galoppini on mag 13, 2007

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