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smettiamola di preoccuparci del lavoro

Al punto in cui ci troviamo abbiamo solo due scelte.

 

La prima: buttarci sempre di più nelle braccia del mercato. Che significa concepirci definitivamente come una merce destinata ad apprezzarsi o a svalutarsi in base all’andamento del mercato. Ed oggi che siamo poco richiesti accettare di abbassare il nostro prezzo e i nostri diritti fino al livello di schiavitù, come succedeva nel 1700 allorché si producevano solo beni di superlusso per una esigua minoranza superprivilegiata.

 

Se questa prospettiva non ci piace, non ci rimane che un’altra strada: ammettere di essere stati vittima di un grande imbroglio e organizzare un mega vaffan**** all’indirizzo del lavoro salariato.
Francesco Gesualdi ☞ Smettiamola di preoccuparci del lavoro

Pur non condividendo tutti i punti e gli ‘accenti‘ dell’articolo, lo reputo comunque interessante e degno di lettura e invito ad esser letto…

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