Nonostante quello che si affermi sulla base di tabelle ufficiali che dipingono noi Universitari come dei nababbi, il fatto che moltissimi giovani bravi (siano essi semplici borsisti, o abbiano già un posto fisso come ricercatori e professori) si siano trasferiti e si stanno trasferendo in altri paesi Europei (flusso di uscita a senso unico) e lì intendano fare o proseguire la carriera universitaria, dimostra varie cose:
- in primis che l’Università Italiana è ancora in grado di produrre eccellenze e quindi le classifiche che ci pongono in posizione di assoluta retroguardia, colgono alcuni aspetti e ne trascurano altri, per cui vanno prese, come tutte le classifiche, come fari che illuminano solo parte della scena.
- in secundis che gli stipendi (soprattutto quelli iniziali), la prospettiva di carriera, e i benefits ci rendono scarsamente attraenti non solo per le eccellenze ma anche per giovani semplicemente bravi.
Un piccolo, ma significativo, estratto dall’articolo intitolato Un’utopia chiamata Università da Noise From Amerika (un blog sito da aggiungere al feed-reader!)

08/01/2013 @ 14:46
Noise from Amerika si conferma una fonte preziosa di spunti