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della riparabilità dei laptop Apple

Comparison of the engine compartments of a 1982 Mercedes-Benz W-201 Series 190 and a 2010 Mercedes-Benz "Shooting Break" Concept Car
Comparison of the insides of an Apple II and Apple's 2012 Retina Macbook Pro

Le precedenti immagini provengono dal blog di Ole Begemann, linkate nella lunga ed interessante discussione RAM saldata e nuovo formato SSD nei nuovi portatili avvenuta in questi giorni sul forum di Tevac.

Sintetizzano in breve, ed in maniera ottimale, l’evoluzione del processo di industrializzazione e sofisticazione tecnica che sono alla base della tanta discussa inviolabilità dell’hardware alla base del nuovissimo MacBook Pro con Retina Display.

Di fatto è un nuovo paradigma d’acquisto che Apple sta proponendo ai suoi clienti, identico a quello che una qualunque azienda automobilistica fa con i suoi modelli, con le varie cilindrate, allestimenti e listino degli optional.

Accettare questo nuovo paradigma penso che deve essere forzatamente subito, al massimo quello che si dovrà mettere in discussione sono le logiche di mercato e di ‘prezzatura’ che il mercato del ricambio di questi prodotti.

Per un prodotto così altamente ingegnerizzato mi aspetto una durata di vita quanto più longeva possibile, con un costo del ricambio proporzionato alla probabilità che esso si rompa ed alla sua importanza strutturale. In campo motociclistico, ad esempio, si assistono a prezzature di ricambi irragionevoli, con componenti banali offerti a prezzi allucinanti se originali e confrontati con l’aftermarket, mentre altri all’interno della stessa Casa produttrice, offerti a prezzi concorrenziali.

Purtroppo solo il tempo ci dirà come questa situazione si evolverà, e quale sarà il responso del Mercato… Tu che ne pensi?

Autore: kOoLiNuS

È il nickname che mi sono dato nel 1999 quando comprando un pc e contestualmente mi affacciai sul web mi iscrissi ad ICQ. Dagli inizi del 2003 partecipo attivamente al Social Web. Mi fa molto piacere quando qualcuno lascia un commento alle mie tracce digitali. Se il motto di questo blog ti piace, ringrazia Benjamin Lee Whorf che l'ha scritto!

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