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personalizzare la schermata di accesso di Fedora 16

Devo ammettere che in questi anni sono stato abbastanza lontano dal seguire le ultime novità in ambito ‘desktop’ del mondo GNU/Linux, pur interagendo quotidianamente con server CentOS o Ubuntu 10.04. Interazioni che però, superata la fase dell’installazione o di qualche sporadica operazione ‘live’ in sala CED sono sempre avvenute attraverso la linea di comando e sul classico Gnome 2.

Mi sono perso tutte le evoluzioni introdotte da KDE 4, Compiz e compagnia varia. Di fatto sono fermo a ciò che avveniva un paio di (abbondandi) anni fa.

Capirai quindi la mia meraviglia quando mi sono ritrovato a preparare delle macchine virtuali con l’ultima Ubuntu e l’ultima Fedora per un corso post-universitario di specializzazione in bioinformatica. Mentre un collega ha preferito la via Ubuntu (sopratutto Perché supportato da BioLinux) io, date le mie preferenze e conoscenze, ho preferito una Fedora 16.

Ovviamente tra l’installazione di un pacchetto bio e qualcosa per lo stack LAMP non ho perso l’occasione di darmi uno sguardo attorno e cercare di capire come meglio adattare ai miei gusti la Gnome Shell ed il resto dell’ambiente grafico.

Mai però avrei immaginato come un processo sino a poco tempo fa semplice e banale come personalizzare la schermata di login (con GDM) potesse diventare un vero e proprio PITA, come direbbero i nostri cugini anglosassoni.

Dopo una classica ricerca su Google ho però constatato come il metodpo pubblicato nel 2010 da Alvin T. Enguillo sul suo blog per Fedora 14 tutt’oggi sia tra i metodi più veloci ed efficienti – relativamente parlando – per eseguire questa operazione.

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Scelta la schermata di sfondo, modificata e salvata negli opportuni <tt>path</tt> come da istruzioni, questo qui sopra è il risultato ottenuto. Ti piace?

Autore: kOoLiNuS

È il nickname che mi sono dato nel 1999 quando comprando un pc e contestualmente mi affacciai sul web mi iscrissi ad ICQ. Dagli inizi del 2003 partecipo attivamente al Social Web. Mi fa molto piacere quando qualcuno lascia un commento alle mie tracce digitali. Se il motto di questo blog ti piace, ringrazia Benjamin Lee Whorf che l'ha scritto!

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