cambiamenti lavorativi

Una mesata fa LinkedIn pubblicizzava i suoi servizi ai suoi iscritti (me compreso, quindi) facendo notare quanti (e graficamente quali) contatti avessero modificato la propria situazione professionale nel primo semestre di questo 2011, invitando ad aggiornare il proprio profilo.
Ragion d’essere intrinseca di un social network di questo tipo, no ?

Ben 73 dei miei 395 contatti (il 18,5%) ha in qualche modo modificato, spero positivamente, il proprio status lavorativo. Tra le persone ritratte ci sono diverse che stimo ‘sommamente’ nel loro campo professionale.

Vuol dire che io, non avendo cambiato nulla, sono in qualche modo mediocre/inadeguato nella professione che svolgo? Non iniziare progetti, non esporsi a stimoli – e stress – nuovi mi rende vecchio? Son domande che mi faccio, quasi ogni giorno…

Tu ti chiedi mai ‘cosa voglio fare da grande’ ???

Autori: kOoLiNuS

È il nickname di Nicola Losito dal 1999 quando comprando un pc e connettendosi alla rete si iscrisse ad ICQ. Dagli inizi del 2003 partecipa attivamente al web sociale. Ha molto piacere quando qualcuno lascia un commento alle sue tracce digitali. Se il motto di questo blog ti piace, ringrazia Benjamin Lee Whorf che l'ha scritto!

  • Anonimo

    Attento a non idealizzare troppo la situazione di chi cambia lavoro. Non sono sempre tutte rose e fiori. Spesso chi cambia lavoro non ne può più del vecchio e magari è anni che tenta di tirarsene fuori.

    • http://www.claimid.com/koolinus kOoLiNuS

      certamente … ho BEN presente la situazione …. nondimeno, vista l’età in cui mi trovo e paragonandomi a quanto fanno i miei coetanei d’oltreoceano spesso mi ritrovo a pensare a cosa voglio – ma sopratutto posso in questo contesto economico, politico e sociale – fare da grande …

      da qui la riflessione ‘a voce alta’

Stop SOPA