Giovedi mattina, grazie all’invito VIP procuratomi dall’amico fullo (di Ideato), sono andato assieme ad altri colleghi del gruppo informatico della mia “azienda”, presso la Fiera del Levante di Bari che ospitava la prima tappa dello SMAU Business 2009.
Devo ammettere che è stata, praticamente, la prima fiera commerciale direttamente rivolta al mondo dell’ Information and Communication Technology che ho visitato. Non reputo tali, infatti, le mie partecipazioni ad eventi tipo il SAIE nei padiglioni del software per liberi professionisti in campo ingegneristico ed edile o similari.
Fatta questa premessa, mi sento di dire che le mie impessioni non sono state del tutto positive.
Provo a spiegare il perchè.
la Location
L’evento è ospitato presso l’area espositiva della Fiera del Levante di Bari. Non c’è che dire, vista la tradizione fieristica, le competenze e la raggiungibilità della stessa.
Il problema ? Forse questa figura vi aiuterà a capire:
Un po’ (troppo) risicato lo spazio occupato rispetto a quello disponibile vero ? Il visitatore guardando la guida con questa pianta degli spazi espositivi già capisce, o ha la percezione, che assisterà un evento in tono minore rispetto a tutti quelli potenzialmente ospitabili dalla Fiera.
Capisco che è il secondo anno (se la memoria non mi tradisce) che un evento del genere approda qui al Sud, ma mi pare che ci sia da lavorare molto visto il potenziale di crescita e la “fame” di tecnologia e innovazione che (si presume) il Sud Italia ha (o dovrebbe avere).
Questo ci porta ai punti seguenti.
gli Espositori
Dal mio punto di vista c’è stata eterogeneità delle proposte tale che, in uno spazio ristretto, è risultata stridente. Si andava dal mega stand di SAP e delle sue aziende satellite ad una ditta che ho scoperto essere ubicata appena fuori la mia città che si occupa di “storage documentale”, sia in senso cartaceo che telematico.
Si passava dallo “stand” di Iomega che proponeva le sue soluzioni di storage personale ai partner IBM che proponevano servizi di consulenza in progetti complessi spingendo poi la vendita del loro hardware. C’erano diversi rivenditori di software per la gestione del magazzino e gli impianti di cassa per la vendita al dettaglio, che mi han dato l’impressione di costituire metà degli espositori presenti.
Potrei pure fare cenno al padiglione di una università privata, dove mi son chiesto cosa c’entri con l’innovazione tanto proposta un banchetto che promuove le iscrizioni a questa università privata!
Ho provato sentimenti contrastanti nel vedere gli spazi delle start-up universitarie, dove ex-colleghi sicuramente in gamba erano sparati in un contesto “aziendale” senza alcun supporto e pubblicità … affidarsi a dei passivi poster riassuntivi per catturare l’attenzione del passante non mi è parso il modo giusto di proporsi. Probabilmente sarebbe stato più produttivo fare un talk di 30 minuti più discussione cercando di sviscerare il progetto in cui si è coinvolti, mostrare i progressi, la direzione dello sviluppo preso e i possibili casi d’uso nel mondo reale.
L’ampio spazio espositivo di Blackberry, invece, non ho capito cosa servisse … prodotti non ne avevano in esposizione, punti di contatto con i partner di telefonia neanche … che volevano vendere ? Il loro “mailserver” ? Esatto!
E qui veniamo al pubblico.
il Pubblico
Che tipo di pubblico qui al Sud può essere interessato all’adozione degli strumenti comunicativi di Blackberry senza passare attraverso un operatore di telefonia ? Certamente la piccola, media impresa con una ventina di dipendenti non credo lo sia, o se lo è non ha la forza finanziaria per tenere su l’infrastruttura server necessaria.
Realtà più grandi si contano sulle dita di due mani, mentre tutte le altre sono filiali di aziende del nord (Europa o Italia è indifferente) e le decisioni in tal senso non vengono prese “qui”.
il Target
Abbiamo avuto un bel libercolo con su riassunti ed esplicati tutti i temi dei workshop e dei corsi resi disponibili durante lo svolgimento dello SMAU. Ma, sempre a naso, mi è parso che le proposte più forti ed interessanti fossero rivolte al settore pubblico.
Al direttore del reparto tecnico di una AUSL, di un’Acquedotto Pugliese, di Enti pubblici che devono mettersi al passo con la tecnologia e determinati aspetti del suo impatto col lavoro svolto quotidianamente per poter rendere l’Italia un paese competitivo (sigh!).
Ad un piccolo e medio imprenditore cosa può importare comprendere i vantaggi della “dematerializzazione” della fattura quando deve lottare ogni giorno con fornitori “vampiro” e clienti che non pagano ?
E l’esempio di qui sopra è il primo che mi viene in mente per cercare di descrivere la spaccatura che io (ed i miei colleghi) abbiamo percepito aggirandoci in questa fiera dove ho anche incontrato amici che vendono hardware (e centralini VoIP) oppure mobili per ufficio (!!) cercando novità e contatti che non c’erano se non in parte, gente con piccole aziende di software e qualche universitario.
Mi è sembrato quindi un evento forse un po’ troppo alla milanese fatto in una realtà molto diversa, senz’altro più piccola ma anche pratica, veloce … se funziona ok, se mi devo fare troppe “seghe mentali” allora ok, si, bello … ma lo vediamo tra X anni quando (e se) avrò “scalato” sino al punto da averne bisogno.
Riproveremo il prossimo anno ?
Intanto sarei curioso di sapere i pareri di alti che a questo (o similare) evento hanno partecipato o l’hanno organizzato.

