Nell’attesa di un periodo di calma in cui parlarti nel dettaglio della “rivista del momento” (Wired italia, cioè) ho avuto modo di scaricare, stampare e leggere il primo numero della rivista BlogMagazine, scritta da blogger … e orientata ai blogger ?
Una doverosa premessa da fare è quella – mi ripeto – di aver scaricato il PDF e successivamente averlo stampato in bianco e nero su stampante laser.
Questo fatto ha mostrato come la qualità grafica globale non è affatto elevata, facendo venir fuori un aspetto quasi “dilettantistico” nell’impaginazione.
Usare questo aggettivo, credimi, mi costa molto … per un paio d’anni infatti, ho collaborato alla realizzazione del giornalino universitario dell’Associazione Studenti Polo Romagnolo in Informatica e Tecnologie {S.P.R.I.Te. per gli aficionados} e so bene quanto tempo costa dedicarsi al coordinamento e alla corretta visione d’insieme di un’opera di questo genere.
Sta di fatto che l’aspettativa è sempre alta, specie quando ci si propone in qualche modo con l’aria di “ora vi facciamo vedere noi” … aria che permea in qualche modo ogni iniziativa “dal basso” della blogosfera italica.
Tornando all’aspetto grafico su carta si coglie una “pochezza” delle immagini utilizzate, specie quelle provenienti dai grAvatar degli autori e in qualche screenshot e ritaglio di schermate di browser. Aspetto questo sicuramente da migliorare per corroborare l’ottima idea alla base … mi sono ritrovato, infatti, almeno un paio di volte a riconoscere il gravatar piuttosto che il nome dell’autore o del blog di provenienza.
Ancora in un paio di punti (copertina compresa) la leggibilità del testo sopra una immagine è poca e mal riuscita (sempre per la copertina possiamo soffermarci sul titolo del pezzo sul Dr.House per capire quel che intendo).
Sulla varietà degli articoli non mi esprimo, essendo questa dovuta ai contributi volontario che giungono in redazione (o meglio immagino che sia così e che nessuno abbia un compito fisso in tal senso).
Come detto nei commenti al post Quale articolo ti è piaciuto di più? sul sito del magazine le mie preferenze sono state quattro:
- La Blog SEO – di Francesco Gavello;
- Mofiria: Nuova tecnologia per SONY – di Carlo Armanni;
- Le tante piccole novità di iWork ’09 – di Davide Salerno;
- Tutto quello che è Web, è 2.0? – di Alberto Piccini
A seguire segnalo l’articolo del tutto non letto “Come è nato il fenomeno Twilight?” su cui non ho interesse alcuno, l’abbandono della lettura sul pezzo “Le stelle di Barack Obama” per sopraggiunta noia e la delusione nella lettura sull’articolo “Facebook: moda, marketing o necessità?” a cui – sono convinto – è stato brutalmente strappato via almeno un paragrafo … OPPURE era previsto un link quando questo articolo è stato scritto per un altro supporto … mi riferisco al punto in cui si parla di come cancellarsi da Facebook (per la cronaca si fa così).
Mi ha anche deluso la pochezza dell’articolo “Windows7: provato per voi” di Maurizio Pelizzone da cui mi aspettavo molto di più.
E qui veniamo alle noti finali di questo mio esame della rivista. A parte segnalare un paio di errori (e congiunzione al posto di è verbo, del tipo) un magazine è qualcosa che deve dare il tempo il tempo dell’approfondimento.
L’articolo di MaestroAlberto sul “web2.0″, quello di Maurizio appena citato, sono due classici esempi in cui la carta può ed in una certa misura deve riflettere sull’oggetto del “contendere” e non scivolare via breve e veloce come un post di seicento parole (scarse) come questo che stai leggendo.
Un altro “problema” che vedo è quello del target (se le cose proseguono in questo modo) cui la rivista punta … certe cose vogliamo continuare a raccontarcele tra di noi o c’è davvero il modo di portarle a chi ci sta intorno ?
Per fare “a capisse” se lasciassi il pdf stampato nel cesso, sulla scrivania a casa dei miei, sul tavolino in sala d’attesa dal dentista CHI lo prenderebbe in mano per leggerlo e COSA leggerebbe ?
Un magazine queste domande, a mio avviso, dovrebbe farsele … o no ?

27/02/2009 @ 10:24
si si … concordo con tutto. Per qualche giorno li ho visti (Wired / BlogMagazine) anche messi a paragone con un “VS” … Credo proprio che, almeno per il momento, non si siano termini di paragoni, quasi in niente. Mi auguro che con il tempo migliorino tutto e abbiano la giusta attenzione da parte di tutti. Wired nonostante le 80 pagine di pubblicità, che posso benissimo capire, è un progetto già maturo, qualcuno potrebbe lagnarsi degli argomenti, ma bene o male è interessante, coinvolge e … insomma si fa sfogliare volentieri …
27/02/2009 @ 11:46
Nicola, ma tu sei troppo buono
27/02/2009 @ 15:22
mi pare un progetto ambizioso ma accozzato e raffazzonato ala bell’e’ meglio… mah..
01/03/2009 @ 20:05
leggo con piacere le tue osservazioni che trovo precise e motivate.
per quello che mi riguarda potrei incominciare ad elencare una serie di scuse ma in verità non posso che condividere con te una certa superficialità, anche se forse, in parte, voluta.
che posso dire… spero per la prossima volta di riuscire a fare meglio.
01/03/2009 @ 21:53
Ci credi che io l’ho stampata e messa nel bagno dell’ufficio per davvero?
P.s.
L’idea di blogmagazine è geniale (il magazine dal basso, autoprodotto, il pdf, la versione web, ecc…), gli articoli che sono stati pubblicati un po’ meno: sono stati IMHO solo post “annacquati” per arrivare ad una lunghezza da articolo di giornale, ma non è demerito o incapacità di chi li ha scritti.
C’è solo da capire che un post è cosa ben diversa da un articolo…