Un collega mi ha regalato un hard-disk PATA da 250GB, visto che l’enclosure che lo conteneva si era danneggiato a livello elettrico e non ne permetteva un uso affidabile. Nel frattempo che si verificava tutto ciò lui si è preso un altro drive e gli avanzava questo …
Allora mi sono messo alla caccia di un enclosure per hard-disk da 3,5″ che fosse dotato di una doppia interfaccia USB e FireWire (come mai non sia maggiormente diffuso questo formato per me è un mistero insondabile!) …
Ed insomma, presso la catena di GDA specializzata in computer PC City ho trovato l’oggetto in questione.
Un Cooler Master X-Craft 350 (link) nella versione RX-3HA.
Le caratteristiche salienti sono:
- case in alluminio;
- montaggio senza strumenti;
- possibilità di montaggio in verticale;
- ampia griglia sul fondo, completa di gommini per il montaggio “in pila”;
- due porte USB 2.0;
- due porte FireWire 1394a;
- supporto alla tecnologia MultiTRAK™ per una migliore gestione del traffico su bus USB
Il tutto per un prezzo finale di 45 euro.
Consigliatissimo!!!
Personalmente penso che me ne prenderò un altro paio per altri dischi che ho “sparsi” in casa, vista la comodità di una catena di dischi firewire in cascata (firewire su Wikipedia)!

26/12/2007 @ 12:37
Perché non pensare a qualcosa con porta ethernet? Lo attacchi allo switch ed hai memoria aggiuntiva per tutta la rete…
Ciao,
Emanuele
26/12/2007 @ 17:12
Io ormai per gli HD mi sono votato a eSATA, che al momento tira tanta merda sia a USB che Firewire… ^__^
27/12/2007 @ 09:59
@Rebus: posto che tu abbia dell’hardware con quel connettore e poi la "catena" di dischi in cascata non mi risulta si possa fare!
31/12/2007 @ 12:35
Emanuele: Un disco esterno via Firewire (per i Mac PPC) o USB (per i MacIntel e parte dei PPC) rispetto ad ethernet tra le altre cose permette il boot del sistema. Prezioso anzichenò.
nda
31/12/2007 @ 13:47
ma firmarti seriamente, mai eh ?
01/01/2008 @ 14:53
Coincidenza vuole che quella fosse la prima volta che mi sia firmato seriamente. All’anagrafe, in un paese straniero di cui sottacerò il nome, figuravo proprio come "Nicola Agostini" (sic).
nda