la finiremo di nasconderci dietro a un dito ?

L’amico (nella concezione già espressa precedentemente su queti post) Massimo Danieli dal cilindro ne tira fuori un’altra delle sue e dice papèle papèle (alla Lino Banfi) come stanno le cose in Italia per chi si occupa di Information Technology professionalmente.

E la cosa triste è che non vale solo per “noi” – (mi ci metto indegnamente in mezzo alla categoria degli informatici)

LINK: il cimitero dei consulenti (aka la bellezza dell’ IT in Italia)

Autori: kOoLiNuS

È il nickname di Nicola Losito dal 1999 quando comprando un pc e connettendosi alla rete si iscrisse ad ICQ. Dagli inizi del 2003 partecipa attivamente al web sociale. Ha molto piacere quando qualcuno lascia un commento alle sue tracce digitali. Se il motto di questo blog ti piace, ringrazia Benjamin Lee Whorf che l'ha scritto!

  • http://www.danielesalamina.it Daniele Salamina

    La soluzione …. ?
    La Bulgaria :-)
    http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1943191

  • http://www.vralfieri.net phoenix

    Ho letto il post, perfettamente condivisibile. Non riesco a capire se ridere o piangere però.. nel dubbio, continuo a rimanere perplesso. :)

  • http://www.mainardistefano.org Stefano Mainardi

    E’ la triste realtà purtroppo.
    Mi sembra che attualmente l’unica alternativa fattibile alla precarietà è tentare la strada all’estero, di sicuro non si trova oro ma neanche il gran casino che c’è in questo settore (e non solo) in Italia.

  • http://www.koolinus.net kOoLiNuS

    si, ma faccio notare che se lo stipendio medio è di 150 euro non è che arriva un italiano e gliene danno 3000 al mese …

  • http://blog.skyone.it Sky One

    Da consulente informatico non posso che concordare (anche sul fatto che non riguardi solo noi). Sinceramente sono molto pessimista per il futuro: quando tu cerchi di far valere i tuoi diritti e ti trovi un “pirletta” giovane giovane che lavora 12 ore al giorno guadagnando meno di quelli che prendi tu (che, come già detto, è poco), realizzi che stiamo arrivando al momento in cui faremo la guerra tra poveri. L’esperienza conta poco per tante aziende: meglio prendere uno che ne sa poco e sperare che non faccia troppi casini.
    Un’ultima considerazione: con il boom che c’è stato nel settore IT si trovano in giro una marea di personaggi che lavorano da cani. La cosa assurda è che, siccome sono bravi a parlare (o sono ignoranti quelli che danno loro da lavorare), continuano ad esistere.
    Che poi il mercato del lavoro sia diventato uno schifo, non ci piove: e ti senti anche dire “beh, ma almeno anche se per pochi mesi alla volta, uno lavora…”. Di fronte a ragionamenti del genere (fatti sempre sulla pelle degli altri) come vuoi reagire? A me verrebbe da dargli un cardàno sul muso…

  • http://www.mainardistefano.org Stefano Mainardi

    @Kool

    Ti riferisci alla Bulgaria?
    Bhe quello che mi sembra una caso estremo, sempre su PI c’è un articolo simile di un consulente trasferitosi all’estero precisamente in Belgio:

    http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1910068

    Leggitelo, a me ha fatto molto riflettere.

Stop SOPA