24, apologia della tortura (?)

Stanotte sono rimasto intedetto da un post del fumettista Luca Enoch in merito alla serie tv 24 e di come questa possa, anzi sia stata vista come una vera e propria apologia della tortura.

Ricordiamo il significato di apologia:

L’apologia è un discorso teso a difendere o ad esaltare se stessi o le proprie posizioni. L’apologia era, in origine, la difesa in sede di processo di una persona accusata …

Ora, questa è stata la mia risposta (scritta alle ore 01.15am):

Alla fatidica domanda posta da Luca non credo ci sia una risposta semplice e veloce.

Il prodotto/format di 24 in se è eccellente. Ciascuna puntata (specie delle prime due serie) vale intere annate di “film d’azione”. Poi – come è stato fatto notare – Jack tortura allegramente, ma il farlo non gli è mai fonte di piacere o esaltazione ma anzi, molto spesso, lo mette contro le persone che gli vogliono bene. Viene presentata una situazione di criticità “personale”. Nel senso, è ovvio che poi se la tortura ha successo il meccanismo “Forza di Sicurezza” è contento, ma cosa accade all’uomo che le applica ?

Questa cosa pare sfuggire a molti.

Ancora, il personaggio Bauer quando può evita le soluzioni violente, conoscendone a fondo le conseguenze e sapendo che se necessarie esse comportano un vero DANNO.

Ora torniamo al quesito. Da quando ogni media non cerca di influenzare il suo pubblico ? Il segreto è nell’essere sempre coscenti e presenti a se stessi, in modo da effettuare un filtro di ciò con cui veniamo “a contatto”.

Tu che ne pensi ? Lascia un commento qui o da Luca (preferirei).

Autori: kOoLiNuS

È il nickname di Nicola Losito dal 1999 quando comprando un pc e connettendosi alla rete si iscrisse ad ICQ. Dagli inizi del 2003 partecipa attivamente al web sociale. Ha molto piacere quando qualcuno lascia un commento alle sue tracce digitali. Se il motto di questo blog ti piace, ringrazia Benjamin Lee Whorf che l'ha scritto!

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