Il linguaggio da forma al modo in cui pensiamo e a quello che possiamo pensare.
In: ubuntu
28 mar 2007Vivere sul versante Apple dell’informatica oggi piò diventare un pò palloso e monotono, scegli i programmi che ti piacciono, non provi cazzatine inutili ed il pc fila via con uptime di settimane e settimane senza malfunzionamenti (e se ci sono è colpa delle share Samba lasciate attive quando si manda in sleep la macchina e la si riaccende a 30km di distanza)
Mi è presa quindi la voglia di vedere un pò le nuove distribuzioni Linux a che punto erano e, guarda il Caso, tutto ciò avviene il giorno che i simpatici amici di Ubuntu decidono di rilasciare la versione 7.04 beta
Tutto contento ho sfoderato il mio fido client bittorrent – Transmission, che in occasione dell’inserimento del link scopro esserci anche per Linux – e mi sono scaricato la mia brava immagine {alternate} ISO.

La release mi è piaciuta talmente tanto che l’ho già installata su 2 macchine (ottenendo entrambe le volte un errore al momento di installare il kernel di defaul) e dopo essere venuto a capo di qualche problema dovuto alla probabile usura del cd-rw utilizato per ottenere il disco d’installazione (il poveretto + nel set dei 5 cd-rw più utilizzati dal 2002) non ho più incontrato alcun problema … Una beta davvero di qualità e pronta al rilascio !!
Ultime righe per dire che nell’occasione ho avuto modo di apprezzare il nuovo look di Ubuntu.com che mi pare dimostrare in maniera evidente – come era stato fatto dal primo “sito wiki” – come un layout chiaro ed ordinato del sito, una organizzazione della notevole mole di informazioni attorno ad una distribuzione siano cruciali per l’ausilio agli utenti, e per far si che questi ritornino sullo stesso in cerca di approfondimento – e dunque coinvolgimento – nelle cose della distribuzione.
Una lezione che – ritengo – Debian, Fedora – anche se finalmente hanno deciso di mollare l’inutile e vetusto dominio .redhat.com – ed openSUSE – in maniera probabilmente minore delle prime due – devono assimilare se vogliono continuare a tenere la loro presa su una fetta di utenti “entusiasti” che vedo giorno dopo giorno erodersi a favore della comunità Ubuntu …
{cosa sulla quale al momento non vorrei esprimermi}
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