Il linguaggio dà forma al modo in cui pensiamo e determina quello a cui possiamo pensare.

Nuova massima per questo blog;

Il linguaggio dà forma al modo in cui pensiamo e determina quello a cui possiamo pensare.
— Benjamin Lee Whorf

Ringrazio il Tao dei blog per averla condivisa con noi. E’ un pensiero che ho nella mente da parecchio e che riassume ed evidenzia in modo stupendamente chiaro e semplice quello che gia’ nel 1948 Orwell disse nel suo celebellimo 1984.

A chiosa di questo inutile post (l’ennesimo) mi sovviene che qualunque programmatore ha chiaro in se questo concetto per almeno otto ore al giorno, ma poi riesce a traslarlo nella propria vita privata o gli rimane incastrata nella tastiera ?

Autori: kOoLiNuS

È il nickname di Nicola Losito dal 1999 quando comprando un pc e connettendosi alla rete si iscrisse ad ICQ. Dagli inizi del 2003 partecipa attivamente al web sociale. Ha molto piacere quando qualcuno lascia un commento alle sue tracce digitali. Se il motto di questo blog ti piace, ringrazia Benjamin Lee Whorf che l'ha scritto!

  • http://www.pseudotecnico.org/blog PseudoTecnico

    Meglio mettere l’accento al dà ;-)

  • http://KC3yaddayadda5s4kyYYYC08yDvgpkNO4irE DekCi4VFa8OdJL9q(è un uccello, è un aereo, no è… Nicola D’Agostino!

    Ne ho una migliore.

    “The basic tool for the manipulation of reality is the manipulation of
    words. If you can control the meaning of words, you can control the
    people who must use the words.”
    Philip K. Dick

    nda

  • http://www.koolinus.net kOoLiNuS

    Anche questa non la conoscevo …. direi che Dick ha detto il 90% dei quello che gli autori contemporanei stanno rilaborando.

    Per dire mentre leggevo la frase mi sono venuti in mente gli Invisibles di Morrison ed il suo alfabeto di 64 lettere (ricordo bene il numero ?)

    PS = ma stai provando a commentare con un browser gecko-based ?

  • http://mirum.blogspot.com mirum

    bella citazione,il Tao dice di stare attento,è pericolosa.A proposito cosa dice Orwel nel 1948?Quella di P.Dick è migliore? direi che è diversa!

  • http://KC3yaddayadda5s4kyYYYC08yDvgpkNO4irE DekCi4VFa8OdJL9q(beware… Nicola D’Agostino!

    Sì, ricordi bene. The Invisibles è un’enciclopedia (in senso originale, Diderotiano) di una certa fetta dello scibile e sul reale/irreale: è chiaro che Morrison includa quindi una summa o quantomeno citazioni (che fanno postmoderno) dei maggiori esponenti e teorizzatori della tematica.

    In quanto al browser ringrazia che non vengo a commentare con Cyberdog. ;-)

    nda

  • http://riffraff.blogsome.com riffraff

    è orwell che diceva quel che già diceva Whorf: il linguista è morto nel 1941 :)
    Comunque, informazioni random sull’argomento, che è una figata: gli eschimesi hanno nove parole differenti per dire “neve”, vivendo la cosa su un piano molto più alto del nostro. In navajo, se nn ricordo male, esiste un sola parola per “giallo” e “verde”, che praticamente significa “color dell’erba”. L’argomento della manipolazione della lingua come forma di controllo, oltre che in 1984 c’è anche in un libro di fantascienza che si chiama babylon 17, che io ho scoperto in una conferenza di matz, l’autore di ruby che di linguaggi ne sa qualcosa :)

    Infine, la cosa più interessante è una certa “conferma” dell’ipotesi che è stata trovata recentemente, ovvero una tribu nota come Piraha. In pratica nella lingua di questa tribu esistono slo tre parole che indicano quantità numeriche, grossomodo equivalenti a uno, due, molti. Sperimentalmente, si è verificato che i piraha effettivmente hanno difficoltà a riconoscere una differenza tra gruppi di oggetti che siano in numero superiore a tre (es: vengono mostrati sei oggetti, poi otto e si chiede se sono lo stesso gruppo) e problemi notevoli nel gestire operazioni matematiche in quanto, secondo gli studiosi, non hanno gli strumenti linguistici e mentali per farlo.

    Infine, l’ipotesi di sapir-whorf, in realtà pare non sia mai stata formulata da nessuno dei due :)

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