Bene, con la SUSE 10.1 ancora di la a venire (almeno 15 giorni ancora) e la mia forte curiosita’ di vedere come i ragazzi di Fedora abbiano integrato la tecnologia Mono all’interno della propria distribuzione {apparentemente in contrasto con le decisioni strategiche del loro sponsor, la Red Hat} dopo l’ annuncio di Gennaio, il mio interesse verso la nuova release di Fedora era forte.
Poi, leggendo gli elogi di liquidat nell’utilizzare una macchina con Fedora, visto anche il suo package management yum, che in questi due anni e mezzo di vita ha subito dei netti e notevoli miglioramenti, riflettendo anche sulle decisioni di del mio compare fullo che, tra l’altro, mi ha sottolineato la tempestivita’ da parte loro nel rilasciare i security fix, il mio tasso di curiosita’ e’ salito alle stelle e da poco piu’ di una settimana ho messo su desktop (come SO esclusivo) e su laptop (in dual boot) la Fedora Core 5.
Di base ho seguito questo piano d’azione: creazione di una partizione /boot da 100MB (dove uso sempre un file system collaudato come ext2 o ext3), partizione swap da 1GB e tutto il resto in una grande, comoda partizione / (tipicamente ext3 o reiserfs per usare beagle senza smanacciare troppo sul file-system). Questo schema lo consiglio sopratutto in caso di utilizzo su di un notebook, mentre tutte le partizioni le faccio primarie (ci sono controindicazioni ? non credo).
Per quel che riguarda il tanto discusso SElinux ho optato per l’opzione=off sul portatile e per il permissive mode sul mio desktop, quest’ultimo ha quindi necessitato di una veloce lettura di howto e post sui forum/guide per una corretta configurazione che mi permettesse un utilizzo ottimale di vari plugin (flash, Acrobat e Real per dire alcuni). YMMV, dare una lettura approfondita al capitolo dedicato a SElinux nelle release notes ed alle sue FAQ’s e’ fortemente consigliato.
Questa volta, inoltre, ho deciso di utilizzare il sito FedoraTracker per la gestione dei repository, cosa che a me e’ risultata comoda e conveniente …. senza contare che mi ha ricordato molto easyURPMI famoso in ambito Mandriva.
Tra i repository proposti ho deciso di disabilitare/non usare ATrpms e di proseguire con l’abbinamento Livna + Dries + freshrpms. Stando alle mailing list, alle discussioni sul canale ufficiale #fedora in IRC, la convivenza ed il mescolamento dei pacchetti da essi provenienti pare possibile, viene ovviamente consigliato di prestare attenzione all’output del comando yum check-update in maniera da vivere serenamente dopo gli update
Quando ho avuto dei dubbi ho usato come riferimento le note di installazione di FC5 di Mauriat Miranda {interessati ad una traduzione ?}, e cosi’ facendo ho evitato i piccoli problemi che avevo denunciato.
Al momento sto affrontando tre “grossi” problemi:
[1] RSSowl benche’ sia incluso nel repository extras e’ non installabile a causa di una strana dipendenza;
[2] NetworkManager sul mio laptop non sta funzionando con la connessione wireless …. sto raccogliendo un po’ di appunti qua e la tra blog, wiki e archivi delle mailing list dedicata visto che una documentazione vera e propria non c’e’ (infame tendenza dei “prodotti” nuovi … vedasi tutta la famiglia mono-based di f-spot, banshee e beagle);
[3] mancano alcune applicazioni basate su KDE (ktorren, per dire) o mi stanno mostrando un comportamento strano … errori sul dcop, su klauncher … krusader stamattina non sta funzionando dopo l’aggiornamento che ho lanciato stanotte ….
Fedora per me e’, come probabilemente e’ sempre stata, una distribuzione adatta a tutti gli usi. Mettendoci il proprio impegno e lavoro si puo’ trasformare in una macchina multimediale, in un server casalingo (e non), in una completa piattaforma di sviluppo di sistema o software.
Qualche volta’ pero’ avverto come la sensazione di stare maneggiando un software in “alpha”, specie quando sorgono problemi. E viene fuori la natura di testing rispetto ai prodotto Red Hat Enterprise che da essa nascono. Come cosa assodata posso dire che richiede circa 3 volte il tempo necessario per configurare in maniera analoga una Ubuntu e (ora che ci ho preso la mano) anche di piu’ della SuSE – nonostante la lentezza del sistema yast/smart rispetto a yum.
Rimango ancora dell’idea per cui avere un “centro di controllo” da cui amministrare il tutto sia necessario e sopratutto logico, magari qualcosa come quello realizzato dai ragazzi di FoX Desktop, se lo ha fatto un gruppetto di ragazzi immaginate cosa possa fare lo stuolo del personale RH. Ah, se non sapete come sia fatto e di che stia parlando non potete perdervi il filamtone !!! ![]()
