Persepolis – storia di una infanzia

È il classico contemporaneo che ha entusiasmato il mondo, non solo quello del fumetto: Persepolis, lungo, appassionante racconto autobiografico di Marjane Satrapi, si fa leggere tra lacrime di divertimento e di commozione. L’autrice alterna l’ironia alla tragedia, mostrando la meravigliosa sensibilità di chi sa raccontare se stesso con sincerità assoluta. Tutto ha inizio nel 1980, quando per le donne in Iran torna a essere obbligatorio il foulard. Allora Marjane ha dieci anni. A metà del suo racconto ne ha quattro di più, e il suo atteggiamento ribelle in un regime fondamentalista spinge i suoi genitori a mandarla a studiare a Vienna, nell’Europa laica e aperta. Qui per Marjane ha inizio un altro tipo di odissea, cui farà seguito il ritorno in Iran, tra la sua gente mutata dagli anni e dagli eventi. E poi il finale che non va svelato, di cui questo libro rappresenta, in un certo modo, la chiusura del cerchio. In quasi 350 pagine, un capolavoro a fumetti che riesce a narrare una vita percorsa insieme alla Storia.”

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Cosi’ i tipi di Repubblica introducono nel loro sito quest’opera dell’ iraniana Marjane Satrapi che, per chi come me e’ del tutto all’oscuro di quanto relativo alla bande desinee, ha rappresentato una piacevole scoperta e lettura, come del resto moltissime delle proposte “dai numeri alti”.

È un fumetto viscerale.

Raccontato con quella che mi pare una rabbia repressa, dovuta a decenni di sopportazione, che si esprime con un tratto elementare, ma potente, a tratti oscuro, come i neri predominanti sulla pagina.

Non e’ un fumetto dalla lettura scorrevole e serena, alcune pagine meriterebbero una googlata approfondita per ricordare cosa e’ successo in quella terra non cosi’ lontata, e di come il mondo attorno si comportava ed avvertiva il conflitto, le cui ripercussioni sentiamo a 25 anni di distanza in maniera indiretta.

Un fumetto che, a mio avviso, deve essere recuperato e letto, magari facendo una visita nella sezione richiesta arretrati, oppure qui, per capire quali e quante opere l’autrice ha realizzato.

Consiglio inoltre la lettura della recensione degli amici di Ultrazine (ottima come sempre), oppure la ben piu’ breve, ma comunque significativa, di Corpo 12.

Autori: kOoLiNuS

È il nickname di Nicola Losito dal 1999 quando comprando un pc e connettendosi alla rete si iscrisse ad ICQ. Dagli inizi del 2003 partecipa attivamente al web sociale. Ha molto piacere quando qualcuno lascia un commento alle sue tracce digitali. Se il motto di questo blog ti piace, ringrazia Benjamin Lee Whorf che l'ha scritto!

  • http://www.fermentigattici.net Gatto Nero

    Confermo.
    L’ho letto in una giornata, la sera prima di un esame, anzi due esami.
    Avrei dovuto studiare, ma tant’?.
    Bellissimo, gi?.
    Da leggere.
    Hai gi? guardicchiato Maus?

  • http://www.koolinus.net kOoLiNuS

    Minchia, in una giornata !!!!

    A me ci e’ voluto di piu’ … penso sopratutto alla “durezza” di alcune fasi del racconto e a come si raccordavano al disegno. Mi sto accorgendo ultimamente che il connubio disegno/trama e relativa scansione temporale sono le caratteristiche che mi fanno amare/odiare un fumetto.

    Sara’ per questo che le strisce sono la mia lettura preferita al momento ? La “gabbia” narrativa costituita da tre/quattro vignette infatti, a mio parere, fa emergere il talento e le idee dell’autore in maniera immediatissima.

    Ma torniamo in ambito di fumetto “colto”. MAUS mi manca, sto aspettando di rientrare a BA, dove un amico ha promesso di vendermi la sua seconda copia dell’edizione cartonate …. per questo non ho preso il “classico” uscito tempo fa …

  • http://www.aluccia.com aluccia

    Ciao caro, visto chedandrea ti ha graziato, ti coinvolgo io. tanto non hai niente da fare in questo periodo, no?

    http://www.aluccia.com/weblog/2005/06/21/di-libri-e-di-lettori/

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