Il linguaggio da forma al modo in cui pensiamo e a quello che possiamo pensare.
In: fumetti
30 gen 2005Dopo un bel po’ di tempo si torna a parlare di fumetti nel mio piccolo diario.
E ancora una volta di parla di fumetti belli.

Astro City? una vecchia creatura dello scrittore Kurt Busiek e dei suoi compari disegnatori Alex Ross e Brent Anderson.
Busiek e Ross salirono alla ribalta del panorama fumettistico mondiale con l’ opera Marvels, che raccontava dal punto di vista dell’ Uomo della Strada l’ avvento dei super-eroi nella vita di tutti i giorni.
Pochi forse sanno che i pilastri su cui il successo Marvel poggiano sono: super-eroi con super-problemi (ma se avete comprato i dvd dei vari film ispirati ai fumetti questo lo avrete sentito ripetere sino alla nausea), una contestualizzazione quasi estrema delle storie di tali personaggi nello stesso momento storico in cui si trova a vivere il lettore (crollano le Torri Gemelle? quasi subito seguono dei racconti che ne parlano) e infine l’ aver inserito gli eroi in citta’ vere.
Ricordate la solare e ‘metropolitana’ Metropolis di Superman? L’ oscura e gotica Gotham City di Batman ?
Ebbene, nel mondo Marvel abbiamo New York e Los Angeles, e tanti altri paesi sparsi qui e la nel mondo [ci sarebbe da dire che la concezione del resto del mondo ? proprio quella della famosa immagine della CNN o similare con la scritta Austria su una zona dove c'e' parte della Svizzera e della Germania, ma lasciamo stare ...].
Torniamo a Marvels. Fino ad allora le storie avevano avuto come ambientazione, sfondo, New York [essenzialmente]. Con Marvels la citt? di New York ed i suoi abitanti diventa la protagonista della storia, con la sua reazione alla comparsa di un uomo che si arrampica sui muri. All’ invasione degli alieni. Alla comparsa del Signore di Atlantide che dichiara guerra all’ umani? . E le persone normali sono gli eroi.
Ebbene, tutto questo per arrivare ad Astro City. Una summa di questo concetto. Una miriade di piccoli racconti autoconclusivi, che si intersecano in modi nuovi ed inaspettati, a descriverci il bello di vivere. A farci in parte capire come non siamo spettatori ma elementi attivi della comunita’. Ma il tutto in maniera dolce, ben raccontata ed assolutamente non didascalica/scolastica.
Esemplari sono in questo senso le quattro storie raccontate in questo terzo ciclo della collana. Un portiere di grand hotel che accompagna i visitatori alla visita della citt? (stavo scrivendo Grande Mela, oooops
), di una vecchia signora impegnata nella politica che invita la figlia a non fare i suoi errori, nella storia di un avvocato che si trova costretto a difendere un mafioso colpevole di omicidio e a dover poi salvare la sua famiglia. Ed infine nel bellissimo racconto di una ragazzina iper tecnologica costretta dai suoi ad andare in campagna dagli zii. Sempre col suo notebook che li si rivela essere un mezzo e non una ragione di vita. Con la sua aria di superiorita’ che nasconde ignoranza ed insicurezza.
Un fumetto che ? stato appagante e stimolante tornare a leggere dopo oltre un anno di “assenza” dalle mie letture. Una lettura consigliata agli amanti delle belle storie, ben raccontate.
You’re now leaving Astro City, drive carefully!
... nel mio blog, la mia Island on WWW ... continuo work in progress, porto nel mare magnum degli eventi della vita.
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