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Io resisto. Non mi fido, e la tecnologia invece per essere catchy deve darti l’illusione di poter funzionare, di essere capace di renderti autosufficiente, capace di gestire muscoli e ciccia come uno scienziato. TUTTI QUEI DATI.
Eccesso di confidenza, pericolosa come la mancanza di fiducia.

Io credo che sta roba sia davvero potenzialmente pericolosa. Handle with care. Io non ho una testa tale da poterla gestire con equilibrio, anche se credo che la tendenza della tecnologia sia a disequilibrare, a creare una sorta di dipendenza. Però intanto mi mette questi strumenti in mano. Ma chi ti insegna a farne buon uso? Il dottore? Forse bisognerà iniziare a farlo a scuola, “tecnologia responsabile”, ma chi è preparato, chi ha capito bene di cosa stiamo parlando?

È un problema nuovo.
Hai le chiavi della macchina, ma sai portarla?

via Gustomela

Applausi.

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Formula di Westheimer

Per stimare i tempi di un qualsiasi lavoro: prendere il tempo che si dovrebbe mettere, moltiplicare per 2, e cambiare l’unita’ di misura con quella immediatamente superiore.
Ad esempio: per un lavoro che dovrebbe prendere un’ora, si calcolano 2 giorni.

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Non sono la cronologia del mio browser

Mi sono imbattuto nel progetto Floodwatch del tutto casualmente, mentre mi lasciavo trasportare dalle letture suggerite di Medium.com (dopo averne scritto un post sul mio blog in lingua inglese).

Jer Thorp all’interno del magazine Backchannel – ospitato sulla piattaforma Medium.com – si è lanciato in un lungo articolo raccontando l’esperimento sociale da lui commissionato facendo scrivere a dieci sconosciuti un profilo, un racconto della sua vita, dando loro come unico riferimento l’output di Floodwatch.

Floodwatch è un’estensione di Chrome che si occupa di raccogliere, e quindi aggregare in diversi formati, tutti i banner pubblicitari in cui ci imbattiamo durante le nostre navigazioni sul Web.

I dieci sconosciuti, basandosi solo sulle pubblicità, non sono riusciti a ricostruire il vero profilo di Jer, ma hanno raccolto soltanto alcune sfaccettature carpendo solo quello che le “intelligenze” dietro il digital advertisment odierno è riuscito a mettere in campo.

L’esperimento è doppiamente interessante, perché da una parte fa vedere le lacune di tutti quei software che oggi si occupano di vendere la giusta pubblicità al giusto utente/cliente – mediante una eventuale accurata profilazione – mentre dall’altro fa vedere quante briciole lasciamo a disposizione di tutti nel nostro cammino, come dei moderni Pollicino.

E se gli sconosciuti non riescono a capire chi siamo, costa stiamo pensando o desiderando, altri mediante il possesso della nostra posta elettronica, le richieste DNS effettuate, lo storico dei nostri spostamenti su Mappe o network di condivisione di fotografie sanno ormai (veramente) quasi tutto di noi…

Dimenticavo, l’articolo di Jer è: You are not your browser history. →

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La nuova geografia d’Italia

La Geografia di Monster

Come molti immagino, tengo in piedi un’iscrizione a vari portali per la ricerca lavorativa. Ultimamente Monster si sta contraddistinguendo per la nuova geografia pugliese. Dico nuova perché sino a venticinque anni fa le città per cui vengono proposte posizioni lavorative di certo non erano in Puglia…

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childhood-heroes

Grazie ad un post di gustomela ho scoperto i lavori di Danilo Agutoli che, sul suo spazio Tumblr ha pubblicato un’incredibile gallery di rivisitazioni degli eroi d’infanzia di tutti quelli della mia generazione (i nati negli anni ’70).

Vi invito a scorrere la galleria, e poi ad esplorare anche tutti gli altri lavoro che Danilo ha pubblicato negli altri spazi sul web… sono incredibili!