“Il linguaggio da forma al modo in cui pensiamo e a quello che possiamo pensare” - Benjamin Lee Whorf
In: fumetti
1 lug 2009Seconda puntata in fumetteria di questo 2009 anomalo (per una serie di eventi), da dove mancavo dallo scorso inizio marzo. Come sempre vado ad elencare per tipo i fumetti acquistati, indicando in grassetto quelli che ritengo più interessanti!
Incominciamo con un insolito binomio USA, con due titoli che tornano alla pubblicazione dopo eoni:
Madman #14
Body Bags
Dove il primo consiste nel ritorno alla “sua” serie (e casa editrice) di Mike Allred dopo una lunga parentesi in Marvel Comics, mentre il secondo è uno one-shot del talentuoso Jason Pearson, nuovo tassello della mezza dozzine di storie d’azione incentrate sul rapporto padre/figlia, entrambi assassini di professione.
Segue la classica (lunga, visto l’intervallo temporale) lista di albi da edicola:
Action #188: Steel Ball Run #16
Alita Altre Storie #2
Alita Last Order #23
Gantz #22, 23, 24
Ratman #71, 72
Crisi Finale 1
Batman #20, 21, 22, 23
Superman #22, 23, 24
Wolverine #230, 231, 232, 233
Ultimates #39, 40
Ultimate Fantastic Four #29
Ultimate X-Men #50, 51
Ultimate Spiderman #64, 65, 66, 67
Thor Speciale Alan Davis Napoli-2009
Thor #120, 121, 122, 123
Gli incredibili X-Men #224, 225, 226, 227, 228
Iron-Man & i Vendicatori #12, 13, 14, 15
X-Men DeLuxe #168, 169, 170, 171
Fantastici Quattro #290, 291, 292, 295, 296
Dove troviamo il nuovo episodio della ormai ventennale saga di JoJo, “Steel Ball Run”, che si rivela come sempre ricco di colpi di scena e di tensione. Un piccolo albo speciale di Thor a cura di Alan Davis (uno dei miei dieci autori di fumetti preferiti), il recupero di tutti gli albi dei Fantastici Quattro con il pluri-premiato team artistico di Brian Hitch e Mark Millar (per cui son molto curioso e nutro una alta aspettativa), ed infine il “lotto” di albi su IronMan & i Vendicatori che ci portano nel cuore della saga di questo 2009 “in Marvel Comics” … ossia Invasion di cui, però, bisognerebbe trattare a parte … e lo farò, promesso!
Lo speciale di Thor a cura di Alan Davis mi fa venire un pò di tristezza perchè alla Napoli Comicon di quest’anno non ci sarei potuto andare e quindi non sapevo che lui fosse tra gli ospiti d’onore … È uno dei miei autori preferiti, e incontrarlo di persona per stringergli la mano e ringraziarlo del lavoro fatto in questi quasi trent’anni di carriera mi sarebbe piaciuto molto!
Ed infine, a chiudere, un gruppetto di volumi (o trade paperback che dir si voglia):
Ironwood
Ex-Machina TBP #7: Ex Cathedra
Joker (Azzarello + Bermejo)
Superman Red Son
Batman EGO
… lista in cui segnalo il nuovo volumetto di Ex-Machina, storia “super-eroica” un pò anomala, ma di sicuro intrigante e molto poco politically incorrect e il volumetto Red Son di quell’autentico talento dell’illustrazione “pop” Dave Johnson, cui ho sempre lamentato la scarsa prolificità.
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In: fumetti
27 giu 2009
Ancora un post su un fumetto che ho letto e mi ha colpito per la sua particolarità.
Ancora un fumetto tratto dalla collana Graphic Novel che in cinque dei dieci numero di cui è composta si è rivelata essere un ottimo investimento, culturale ed emozionale oltre che intellettuale.
Sul fumetto “5 è il numero perfetto” si può trovare on-line di tutto e di più in termini di analisi della sua genesi, interviste con l’autore, della sua trasversalità culturale che l’ha fatto apprezzare in tutte le nazioni in cui è stato pubblicato, nel suo essere un noir. Italiano. Bello. Avulso dai cliché americani, o pulp.
Mi limito quindi ad evidenziarti il sito dell’autore, Igort, il suo blog, la pagina dove acquistare l’edizione in mio possesso, oppure quella dove acquistare l’edizione “ufficiale”.
Ed ora passiamo a qualche riflessione ed emozione.
Innanzitutto la durata spropositata di “gestazione” dell’opera. È possibile o anche solo ammissibile che un Autore impieghi anni della sua vita per completare un centinaio di pagine di un racconto? Il risultato finale (di Igort in questo caso ma mi sovviene il Tex di Magnus letto anni fa e disperso nei miei due armadi di fumetti in garage) tenderebbe a dire di si, ma io mi chiedo come l’Autore riesca a campare per tutti questi anni … sia dal punto di vista meramente economico che dal punto di vista “intellettuale”, focalizzandosi su dettagli pazzescamente precisi o sottointesi, che si nascondono poi nelle pieghe del detto e del non detto, del disegnato e del non disegnato, del colorato e del non colorato.
E, in questo fumetto, nel magico, misterioso ed inusuale equilibrio tra blu, nero e giallastro della carta utilizzata in questa edizione.
Dopo la tinta seppia utilizzata in alcune edizioni di Nausicaa nella valle del vento o l’uso violento del bianco nelle nere tavole del Sin-City di Frank Miller, devo dire che questo “blu notte” - per usare una frase ormai famosa ai più nell’ambito del noir italiano - regala una particolarissima e personalissima atmosfera al fumetto, prestandosi a seconda delle scene ad essere un cupo sfondo dei vicoli di Napoli di notte oppure il terso mattino di una spiaggia sud americana.
Un altro elemento che mi ha molto colpito è stato l’uso dell’iconografia pubblicitaria tipicamente italiana, dal gusto retrò (solo dopo la lettura ho appreso che l’anno in cui la storia è ambientata è il 1972) che riesce a dare alla storia un preciso contesto geografico e culturale.
Ed infine l’altro tocco da maestro narratore, a mio avviso, è l’uso del dialetto e dei dialoghi tra i protagonisti … sin dalle prime battute ci si immerge così nel mito di Napoli, in una maniera forte, completa, assoluta e unica come una nera tazza di caffè bollente.
Sul tratto - magistrale - di Igort non mi sento, o riesco, di dir nulla … tutto è efficace alla narrazione, avviene e si spiega in sua funzione, e qui viene fuori tutto lo sforzo intellettuale ed umano dell’Autore che lo ha tenuto occupato nell’impresa di questa creazione per tutti quegli anni.
Insomma, un altro pezzo di cultura da avere in biblioteca … perchè ne hai una a casa, vero ?
In: fumetti
8 giu 2009Ieri parlavo di ritardo cronico, ed infatti eccomi a parlare di un fumetto acquistato nel novembre 2006 e finito di leggere proprio ieri sera (anzi mezz’ora fa visto che il post lo sto scrivendo di domenica sera
).
Sto parlando della seconda uscita della collana Graphic Novel, iniziativa editoriale del gruppo Repubblica/L’Espresso e cioè Blankets dell’americano Craig Thompson (sito personale - pagina wikipedia).
Pubblicato in Italia dai ragazzi della Coconino press sin dal 2004 ecco un piccolo estratto della descrizione:
Ambientato nello scenario di un austero inverno nel Wisconsin, “Blankets” è un raro esericizio nel genere del fumetto autobiografico che possiede la sostanza e la chiarezza di articolare la struttura narrativa con una delicata commozione, ed esplora la rivalità dei fratelli Craig e Phil, cresciuti in una isolato paese, e il primo, romantico innamoramento di Craig con Raina. In un settore rumoroso, sdolcinato e mediocre, “Blankets” è un’esperienza di viaggio attraverso l’adolescenza di Craig Thompson, segnata da uno zelo religioso e da alienazione, ma anche con un senso di speranza che separa Thompson da suoi contemporanei.

Dopo aver letto la storia, ma anche semplicemente prendendosi qualche attimo di tempo per valutare la semplicità del tratto che racchiude un mondo di emozioni e stati d’animo possiamo senz’altro condividere l’affermazione che attesta come “in un settore rumoroso, sdolcinato e mediocre” “Blankets è una esperienza, un modo per rivevere momenti della propria vita, riassaporare il passato, riflettere su come e cosa sentiamo oggi in questo momento.
Si coglie una forza comunicativa ed emozionale tipica delle grandi opere, quei guizzi di genio e creatività dell’autore che permettono di far cogliere al lettore le emozioni, la verità di un racconto, per quanto fantasioso o immaginario esso sia.
E a me, chi sa raccontare in questo modo, piace da matti e non posso fare a meno di consigliare all’infinito la lettura e la rilettura di un fumetto così, riassaporando parole, silenzi, i bianchi, i neri e le pose dei personaggi rappresentati.
In: GNU/Linux| vita vissuta
7 giu 2009Pant, pant, pant!
Con un ritardo ormai cronico giungo “sul pezzo” del fine settimana segnalando, a poco meno di tre ore dalla chiusura dei seggi elettorali, l’iniziativa (europea) Caro Candidato.

L’iniziativa, nata da una idea dell’Associazione per il Software Libero e poi abbracciata da un numero (soprendetemente) alto di Associazioni analoghe italiane e non si propone di sensibilizzare i politici ad occuparsi di software libero e libertà digitali domandiamo loro di sottoscrivere il Patto per il Software Libero.
Sono quindi andato sul sito e ho verificato chi, nella mia circoscrizione elettorare, avesse aderito alla campagna e poi ho scelto i nomi dello schieramento politico a me ideologicamente più “vicino” [insomma, per modo di dire vista la mia sfiducia verso la solita classe politica] e ho scelto i membri più giovani e di sesso femminile (dopo comunque aver visto i rispettivi siti/blog).
Insomma, se ancora sei indeciso su chi andare a votare, magari questa iniziativa ti può dare un plus decisionale non da poco.
E … non ti preoccupare, le Associazioni coinvolte controlleranno che il “patto” sottoscritto venga effettivasmente rispettato, così come fatto dalla prima elezioni con cui l’iniziativa è nata ad oggi
In: motociclismo
16 mag 2009Dopo tanto, finalmente ci son riuscito!
A presto con altre impressioni e parole ed emozioni che tutto ciò ha comportato, e comporta, per me
... nel mio blog, la mia Island on WWW ... continuo work in progress, porto nel mare magnum degli eventi della vita.
Esplora liberamente questo sito e - se ti va - lascia traccia del tuo passaggio, mi farai felice !