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In un governo di un paese che dice di credere nelle startup, nell’innovazione e nel digitale, non cogliere un momento come questo e scegliere di investire su uno (o più di uno) dei tanti progetti che giorno dopo giorno stanno provando a costruire piattaforme che possano valorizzare quello che abbiamo di più bello in Italia, vuol dire non crederci realmente. Vuol dire utilizzare queste parole per alzare l’attenzione, per fare comunicazione e farsi belli solo a chiacchiere. Niente altro.

Fabio Lalli →

I commenti da Fabio, grazie…

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#mappiamo – il CMS geografico per tutti noi

mappiamo – LogoIl mio amico Bertalan da alcuni mesi sta lavorando sodo, assieme ad un gruppo di sviluppatori, ad un nuovo ed ambizioso progetto open source. Il progetto noto come #mappiamo.

Il progetto ha raggiunto un buon stadio di maturiazione ed è stato rilasciato pubblicamente da poche ore sulle pagine di Github all’indirizzo: https://github.com/mappiamo/mapi-geoCMS →

#mappiamo nasce come uno strumento per noi comuni mortali. Per usarlo non servono competenze GIS o di open(geo)data particolari, basta inserire i contenuti e lui costruisce da solo l’occorrente. Come riportato nelle pagine descrittive del progetto il tutto può essere spiegato così:

Cos’è #mappiamo
#mappiamo è un cms che consente di creare e di sfruttare i contenuti attraverso l’uso degli OpenData, della geo-localizzazione e dei microformati. Può essere sfruttato per l’elaborazione dei dati prodotti dalle pubbliche amministrazioni, raccogliere i contenuti (crowdsourcing), civic hacking e fornire basi per il portale di una smart city.
#mappiamo, figlio del web 3.0, è uno strumento adatto a costruire siti internet e a unire i contenuti garantendo la proprietà e l’originalità per ognuno dei fornitori di dati. È adatto al marketing 3.0 dove è importante la reputazione e la condivisione del bagaglio esperienziale sia degli operatori che dei consumatori.

 

I cms odierni consentono l’inserimento di contenuti testuali e multimediali. La gestione delle licenze, il geotagging e l’applicazione degli schemi per la rappresentazione dei linked data è ad appannaggio dei plugin esterni. Tutti i plugin sono da installare e studiare separatamente.
#mappiamo, inoltre, è in grado di sfruttare tutti i dati condivisi, peer-to-peer, da altri siti #mappiamo e di produrre così contenuti nel rispetto dei Linked Data a 5 stelle suggeriti da Tim Berners-Lee.

 

Caratteristiche dei potenziali clienti
Oltre ai siti dei singoli esercizi pubblici, le piccole comunità o associazioni di categoria fino agli enti più grandi sono in grado di trarre vantaggio dall’uso dei dati liberi e web data (linked data). Mentre i siti di operatori turistici, immobiliari e portali di smart cities avrebbero tutto l’interesse di usufruire dei dati verificati prodotti dai siti minori. Basti pensare all’utilità di conoscere i parcheggi liberi, degli orari dei mezzi pubblici, il bike sharing e altri servizi offerti dalla comunità.

Vuoi inserire la tua attività o vuoi solo testare lo strumento? Vuoi contribuire al codice? Questa è la tua occasione per far parte del progetto!

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Ma in questi uffici la gente dove lavora?

I could go on and on and on. The pattern keeps repeating. Witheverythingweknowaboutopen-planoffices, why are these mega-rich companies knocking themselves out to hire the very best and brightest minds from the world’s best universities, paying them huge salaries, tapping world-class architects to design artisanal office spaces in the most expensive place in the country, and then cramming desks together in noisy bullpens?

Matt Blodgett

But Where Do People Work in This Office? →

In questo post (trovato grazie alla newsletter d Filippo) Matt Blodgett si pone la domanda che balena in mente ogni volta che guardo i siti web o le riviste di architettura che illustrano i grandi spazi lavorativi delle Big Companies del software (Officelovin’ è uno di questi).

La mia scrivania è spesso incasinata come nella foto che ti ho linkato, abbastanza grande in una stanza dove siamo in quattro (nonostante l’ipotetico rapporto ricercatore per metro quadro stabilito dal CNR e dalle sue norme di sicurezza e salubrità del posto di lavoro). E già così quando ciascuno di noi è impegnato in un compito differente, magari con persone esterne alla stanza che si affacciano di persona o attraverso una telefonata o una skype call, reputo che siamo sin troppi e sono costretto a mettere delle cuffie per estraniarmi dal contesto e concentrarmi sul da farsi. Ma doverlo fare sistematicamente mi da un po’ i brividi e quindi le domande: come fanno a lavorare così ammassati? E perché nonostante tutti i soldi a disposizione la salubrità del lavoratore viene messa in second’ordine rispetto agli aspetti ‘ludici’ dalle grandi firme? Mistero!

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Laureati: Italia ultima in Europa. Il Meridione peggio della Turchia.

Oggi ho letto alcuni articoli sullo stato delle cose in Italia, la nuova legge di stabilità, certe dichiarazioni “fantasiose” di presidenti del consiglio dei ministri assieme ai dati che le sostengono, bacheche internazionali ad argomento tecnologico, blog di imprenditori di successo (o meno), di start-up e d’imprenditorialetà Made in Italy.

Questo articolo di ROARS vuole essere un punto di partenza per la discussione. Io lo segnalo, qualcuno di voi lo leggerà, e nel week end cercherò di mettere in fila qualche pensiero sulla questione (pensiero diverso da una litania di bestemmioni)…