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Microsoft Excel, formato decimali, lingue, impostazioni internazionali

Cambiare il carattere utilizzato per separare le migliaia o i decimali

Per impostazione predefinita, in Microsoft Excel vengono utilizzati i separatori di sistema definiti nelle opzioni internazionali del Pannello di Controllo. Se in alcuni casi si desidera visualizzare i numeri con separatori diversi per le migliaia o i decimali, è possibile sostituire temporaneamente i separatori di sistema con separatori personalizzati.

I casi cui fa riferimento la pagina di supporto di Microsoft sono quelli tipici dell’ambito scientifico, o finanziario, dove non è affatto raro trovarsi a manipolare dati provenienti da applicazioni sviluppate col sistema Imperiale o che usano un separatore decimale diverso dalla virgola. Da me – ad esempio – capita molto spesso di ottenere file CSV ottenuti dall’esportazioni di banche dati in MySQL. In questi casi bisogna normalizzare i file, andandosi a distinguere dalle impostazioni selezionate nelle Opzioni Internazionali …

Per versioni di Office dalla 2003 ad oggi dovremo portaci nel menù delle Opzioni di Excel, qui poi dovremo selezionare Opzioni di modifica nella categoria Impostazioni avanzate e deselezionare la casella di controllo Utilizza separatori di sistema.

Potremo quindi digitare i nuovi separatori nelle due caselle Separatore decimale e Separatore delle migliaia.

Ho scoperto l’acqua calda, me ne rendo conto, ma in ogni caso lo annoto qui a mia memoria futura…

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Le tre cose che ho imparato dalla morte di mia mamma

Stavo dando una pulitina ai feed sottoscritti quando mi sono imbattuto in un post ‘anniversario’ di Mattia… Visto l’argomento e sopratutto il contenuto questo è anche uno dei suoi articoli più popolari.

Le tre cose che ho imparato dalla morte di mia mamma →

In questo post non vi è nulla di trascendentale, esoterico ma solo alcune constatazioni che sono ovvie a chiunque abbia dovuto assistere un genitore (ma vale per ogni parente o persona cara) e poi lo abbia perso…

Mi permetto di riportarne due. La prima:

Se per caso il tuo genitore starà male e sarà ricoverato o finirà in una situazione difficile (bloccato a letto e cose simili), impara ad apprezzare anche questi momenti. Impara a trovare la forza di non vedere come un fastidio andare ogni giorno in ospedale a visitarlo e a dargli da mangiare. O ad aiutarlo a cambiarsi. O ad andare in bagno. Impara a fare tutto questo perché quando poi non ci sarà più, daresti un braccio per poterlo fare ancora anche solo per un singolo giorno.

Queste parole sono una Verità assoluta. Da quando è venuto a mancare mio suocero un paio di anni fa non c’è giorno che la sua famiglia non pensi quanto sopra, dimenticandosi della fatica di mesi ininterrotti di ricovero. Vogliono un altro bacio, un altro sorrido, un altro vaffanculo dal loro papà …

E la seconda, più banale e scontata, ma seriamente sottostimata da tutti noi (o almeno da tutti quelli che io conosco)…

Abbiamo infinite foto dei nostri parenti, ma ricordati una cosa: una volta morti, non sentirai mai più la loro voce. MAI PIÙ! Quindi prendi il tuo smartphone che fa filmati in alta definizione e che hai sempre in tasca, e invece che giocare a 2048 usalo per riprendere i tuoi genitori e registrarli mentre parlano. E poi archivia per bene i tuoi filmati (su disco fisso E su cloud vari E su DVD di backup) perché saranno un tesoro prezioso che prima o poi vorrai riguardare

Non liquidare questi pensieri, magari con un sorriso di compatimento, un giorno ignorando tutto ciò ti troverai a rimpiangere non aver seguito questi consigli… non importa che rapporto tu abbia col tuo genitore.

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Gattini, gattini ovunque!

Grazie all’ultimo post di Giulio Riotta, Il gatto è social: Catstacam, apprendo di questa nuova follia social sponsorizzata da Whiskas destinata a chi ama i felini.

Per una descrizione del servizio ti invito a leggere il post di Giulio, per una breve demo del prodotto – invece – ti lascio al video promozionale diffuso su YouTube. Buon divertimento!

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Stai per acquistare da Bluehost? Ripensaci!

Dopo sei giorni ancora si deve concludere la mia odissea con Bluehost, il suo servizio di supporto tecnico e la risoluzione dei problemi di accessibilità di questo mio sito web. I problemi con Jetpack sono infatti dovuti a cattiva gestione del server cui sono assegnato. Da un ticket pare che il nodo sia sotto attacco DDOS e pertanto sotto gestione controllata (che provoca timeout & co), da live chat mi dicono che è tutto ok e che non si spiegano quale sia il problema.

Se non riesci a caricare questo sito, fai refresh… dammi una seconda possibilità. E perdonami per il disagio!

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Jetpack ce l’ha con me

Come se non bastassero le traversie che sto passando su questo blog con il popolarissimo plugin di Automattic, alle bizze cui sono sottoposto si è aggiunto il bizzarro comportamento di Photon, modulo che permette una gestione dei contenuti multimediali attraverso CDN basato sulle tecnologie che sono alla base di WordPress.com.

Sul mio spazio su Tevac, infatti, solamente disabilitandolo sono riuscito a far visualizzare correttamente un’immagine ospitata su un sito remoto di terze parti. Roba da matti!

In pratica all’immagine correttamente inserita con la sua URL ed i metadati associati, il modulo Photon aggiunge altro codice che la trasformavano in maniera tale da renderla inesistente, ossia da così:

< img src="http://i.minus.com/iQAZZ8i9PdCnH.jpg" / >

a così:

< img src="http://i1.wp.com/i.minus.com/iQAZZ8i9PdCnH.jpg?resize=640%2C350" / >

Ma la filosofia dell’open source non era fare una cosa e bene? Credo che con questo plugin si sia giunti ad un punto di non ritorno… è diventato incontrollabile!

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Una foto pubblicata da David H. (@syntax_error) in data:

Ieri leggevo cose di @domitilla che linkava altre di @roccorossitto, tra cui il suo splendido articolo su GQ Italia:

30 fotografi da seguire su Instagram →

Rocco ha fatto una splendida selezione, tra cui uno soltanto era un fotografo a me noto, quattro o cinque hanno un tipo di ‘scatto’ che non mi fa impazzire, mentre tutti gli altri sono entrati nella mia lista di fotografi da seguire … specialmente in ambito di fotografia architettonica. David H. aka syntax_error (*) è uno di questi!

(*) = che nickname stupendo!

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le delusioni di marzo 2015

… sono rispettivamente Bluehost, dove questo sito è ospitato da fine 2013, e Jetpack… sono ormai cinque giorni che mando email, tweet, apro ticket, scrivo su forum per capire perché diavolo dall’annunciato update di Jetpack 3.4 su questo dominio non ci sia verso di farlo tornare funzionante.

La cosa mi sta scoraggiando non poco, e facendo venire voglia di traslocare tutto altrove. Magari passando stavolta dalla procedura di ripristino dei post dai tool di esportazione di WordPress, piuttosto che dalla clonazione di database e file su un altro hosting.

Vedremo…

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la differenza di mentalità

Google North Bayshore campus proposal

Google North Bayshore campus proposal

… tra un Paese in declino culturale ed uno proiettato al futuro si vede in tante cose. Tra di esse l’attenzione posta alla Progettazione di uno spazio di lavoro. Non come entità a se stante ed autosufficiente alle richieste del committente, ma come entità da inglobare in una pianificazione urbana a 360°.

A fine febbraio sulle pagine di uno dei blog ufficiali di Google è apparso questo progetto per la costruzione di un nuovo campus presso North Bayshore di Mountain View (cittadina dove gli uffici di Google sono storicamente insediati). Assieme al progetto ‘fisico’ della struttura vi è anche uno studio della viabilità e della possibilità di utilizzare fonti di energia rinnovabili poste nelle vicinanze delle strutture immaginate.

Se l’argomento in qualche modo ti interessa, dai uno sguardo al tutto…