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Ricordati che la Roomba non ha un sistema per impostare la data, ma solo un semplice orologio. Ergo non sa mai che giorno è. E quindi non sa che l’ultima domenica mattina di ottobre termina l’ora legale. Al lunedì seguente quindi partirà con il suo abituale e “silenzioso” garbo. Magari mentre la tua compagna starà ancora dormicchiando e tu sei in bagno…

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ADSL “vera” di Wind Infostrada

A inizio settembre in casa abbiamo deciso di modificare il nostro profilo tariffario con Wind Infostrada.

Con il precedente contratto avevamo – a fronte di un sovrapprezzo di 3€ al mese – una linea a 20M ‘garantiti’ in download ed 1M in upload. E le prestazioni sono sempre state eccellenti, con un aggancio della portante sempre superiore a 19mila Kbps.

La crisi però si fa sentire, e con mia moglie abbiamo deciso di risparmiare una decina di euro al mese (almeno) per impiegarli in altro, approfittando di un’offerta commerciale più vantaggiosa a fronte di questa famigerata “ADSL vera” dei vari provider italiani. Questa offerta si distingue da quella che avevo perché si pone come limite massimo i 20M, mentre prima erano la mia normalità.

Da precedenti colloqui telefonici con l’assistenza tecnica del 155, avevo appurato che il mio palazzo è agganciato in maniera ottimale alla centrale telefonica, motivo per cui questo downgrade della linea non sarebbe stato traumatico in termini di performance.

Ho quindi sottoscritto l’offerta e dopo una settimana in cui la portante era ferma a valori vicini a 8000Kbps e avevo questi risultati (in media)

speedtest-infostrada-casa 20140911

sono passato a valori simili (o superiori) a questo, con un aggancio della portante vicino a 18mila Kbps

speedtest-infostrada-casa 20140917

Finito di scrivere questo post, con 3 computer, 1 Synology, 2 iPhone ed 1 iPad connessi ho lanciato il test ancora una volta, ottenendo questo risultato.

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Io resisto. Non mi fido, e la tecnologia invece per essere catchy deve darti l’illusione di poter funzionare, di essere capace di renderti autosufficiente, capace di gestire muscoli e ciccia come uno scienziato. TUTTI QUEI DATI.
Eccesso di confidenza, pericolosa come la mancanza di fiducia.

Io credo che sta roba sia davvero potenzialmente pericolosa. Handle with care. Io non ho una testa tale da poterla gestire con equilibrio, anche se credo che la tendenza della tecnologia sia a disequilibrare, a creare una sorta di dipendenza. Però intanto mi mette questi strumenti in mano. Ma chi ti insegna a farne buon uso? Il dottore? Forse bisognerà iniziare a farlo a scuola, “tecnologia responsabile”, ma chi è preparato, chi ha capito bene di cosa stiamo parlando?

È un problema nuovo.
Hai le chiavi della macchina, ma sai portarla?

via Gustomela

Applausi.

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Formula di Westheimer

Per stimare i tempi di un qualsiasi lavoro: prendere il tempo che si dovrebbe mettere, moltiplicare per 2, e cambiare l’unita’ di misura con quella immediatamente superiore.
Ad esempio: per un lavoro che dovrebbe prendere un’ora, si calcolano 2 giorni.

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Non sono la cronologia del mio browser

Mi sono imbattuto nel progetto Floodwatch del tutto casualmente, mentre mi lasciavo trasportare dalle letture suggerite di Medium.com (dopo averne scritto un post sul mio blog in lingua inglese).

Jer Thorp all’interno del magazine Backchannel – ospitato sulla piattaforma Medium.com – si è lanciato in un lungo articolo raccontando l’esperimento sociale da lui commissionato facendo scrivere a dieci sconosciuti un profilo, un racconto della sua vita, dando loro come unico riferimento l’output di Floodwatch.

Floodwatch è un’estensione di Chrome che si occupa di raccogliere, e quindi aggregare in diversi formati, tutti i banner pubblicitari in cui ci imbattiamo durante le nostre navigazioni sul Web.

I dieci sconosciuti, basandosi solo sulle pubblicità, non sono riusciti a ricostruire il vero profilo di Jer, ma hanno raccolto soltanto alcune sfaccettature carpendo solo quello che le “intelligenze” dietro il digital advertisment odierno è riuscito a mettere in campo.

L’esperimento è doppiamente interessante, perché da una parte fa vedere le lacune di tutti quei software che oggi si occupano di vendere la giusta pubblicità al giusto utente/cliente – mediante una eventuale accurata profilazione – mentre dall’altro fa vedere quante briciole lasciamo a disposizione di tutti nel nostro cammino, come dei moderni Pollicino.

E se gli sconosciuti non riescono a capire chi siamo, costa stiamo pensando o desiderando, altri mediante il possesso della nostra posta elettronica, le richieste DNS effettuate, lo storico dei nostri spostamenti su Mappe o network di condivisione di fotografie sanno ormai (veramente) quasi tutto di noi…

Dimenticavo, l’articolo di Jer è: You are not your browser history. →